Danilo Poccia - Tecnologia et al.

giovedì mar 23, 2006

Gestione dell'I/O (network & storage) con i Solaris Container

Solaris 10 OS permette di partizionare logicamente un dominio fisico (sia su architettura SPARC che x86) creando dei Container. E' facile trovare su Internet informazioni sulle tecniche possibili per allocare, in modo statico o dinamico, le risorse computazionali e/o la memoria fisica utilizzabile. Di seguito riassumo invece gli aspetti relativi alle politiche di gestione dell'I/O:

  1. Network
    1. E' possibile dare o meno la visibilità di una interfaccia di rete di un dominio fisico ai propri Container. A tale interfaccia si associa un indirizzo IP (e relativa subnet).
    2. E' quindi possibile far condividere una interfaccia a più Container (con indirizzi IP differenti) o dedicare una interfaccia ad un solo Container.
    3. E' possibile garantire una alta affidabilità alle interfacce di rete utilizzando l'IPMP (IP Multi-Pathing) di Solaris OS.
    4. E' possibile applicare delle politiche di accesso alle interfacce condivise utilizzando l'IPQoS di Solaris OS (ad es. su base indirizzo IP/porta/subnet di origine o destinazione, o utilizzando i project del Solaris Resource Manager).
    5. Tutte le precedenti configurazioni possono essere applicate dinamicamente ad un sistema, senza necessità di reboot.
  2. Storage
    1. La visibilità dello storage ad un Container può essere configurata a livello file system o device:
      1. File System
        1. E' possibile dare visibilità di un file system ad un Container con sintassi simile a quella del comando mount.
        2. E' possibile dare visibilità solo di un albero (inteso come una directory con le relative sottodirectory) di un file system utilizzando la modalità lofs (loopback file system). La sintassi rimane simile a quella del comando mount.
      2. Device
        1. E' possibile dare la visibilità di un device ed a quel punto la gestione del device è demandata al Container stesso (che può ad esempio utilizzarlo per creare un file system o accedervi in modalità raw).
        2. Con la disponibilità ufficiale di ZFS (già presente in OpenSolaris e in Solaris Express) vi sarà una stretta integrazione con i Container (ad es. per definire visibilità di pool/volumi/fs ZFS ai Container) che permetterà un utilizzo più efficiente delle risorse di storage.
        3. L'utilizzo dei canali di I/O (sia SCSI che FC) è per default condiviso tra i Container di un singolo dominio fisico, ma può essere dedicato ad uno specifico Container configurando opportunamente la visibilità dei file system o del device (a seconda del caso) attaverso i canali di I/O.
          1. Ad esempio è possibile dedicare un canale FC ad un Container configurando la SAN (ad es. tramite switch zoning) per far in modo che i device a cui accede un Container siano gli unici visibili attraverso tale canale/path.
          2. Ad esempio è possibile dedicare dei canali SCSI ad un Container (ad esempio i dischi di boot) dando la visibilità esclusiva dei device in quella catena SCSI al Container.
          3. E' altresì possibile utilizzare modalità di path-failover o multipathing FC nei Container utilizzando le funzionalità di configurazione dello storage incluse in Solaris.
    2. Si sotttolinea che, esclusi gli esempi specifici, tutto il presente paragrafo "Storage" può essere applicato sia alla tecnologia FC che a quella SCSI (ad esempio per i dischi interni/locali dei sistemi).

Ovviamente tutte le indicazioni e gli esempi precedenti potrebbero essere corredati da una indicazione delle corrispondenti procedure... ma ogni blog è un work in progress!

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