mercoledì mag 21, 2008

Ricevo dal Marketing (o, meglio, da Emanuela) e volentieri "rilancio" che il 30 maggio, alle 16:30,

Marten Mickos, CEO di MySQL negli ultimi sette anni ed oggi Senior VP del Database Group in Sun, sarà a Roma presso il Dipartimento di Informatica dell'Università La Sapienza per un incontro con quanti – sviluppatori, studenti, tecnologi, decision maker, blogger, influencer - s'interessano al tema dei Database Open Source.

Argomenti chiave saranno la sostenibilità del modello Open Source, il presente e il futuro di MySQL.

Marten terrà un keynote di 20 minuti e sarà poi disponibile per una sessione di Q&A.
Mi dicono che, per gli appassionati, sarà prevista una sessione di approfondimento sul perchè MySQL sia di particolare utilità nelle applicazioni del Web 2.0 e su come partecipare ai lavori della community MySQL.

L'ingresso è, of course, libero e gratuito

I dettagli sono sul sito della Sun Italia: http://it.sun.com/sunnews/events/2008/may/marten/. Su cui ci si può anche iscrivere...

martedì mag 06, 2008

E' twistori. Molto, molto simpatico. E' un unico paginone in cui sono aggregati tutti i post su twitter che cominciano con 'I love' o 'I believe' o 'I think', ecc.
L'aggregazione degli 'I wish' la trovo specialmente divertente da seguire... Il mondo è sempre molto più vario di quello che si pensi...




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mercoledì apr 30, 2008

Sono inciampato oggi in un inquietante articolo su The Dalily WTF (che, normalmente, è un ameno sito dal quale ricavare uno o due sorrisi quotidiani).

L'articolo in questione si chiama "Up or Out: Solving the IT Turnover Crisis". Leggetelo, se capite l'inglese. Comincia con un'analisi del "Cravath System" (che ha a che fare con "Cravath, Swaine & Moore", che è uno studio legale di New York) che si sotanzia in questo approccio al lavoro: "porta un sacco di impiegati nell'azienda e dagli le due alternative: o fare un sacco di esperienza ed andare via o lavorare molto duro per fare carriera". Chiunque lavori può citare un paio di esempi di aziende così senza problemi.

Dopodiché l'articolo è una molto, molto interessante analisi sul perché le persone lasciano le aziende e quando. E sul perché le aziende dovrebbero rilassarsi e lasciare andare le persone, ad un certo punto.

Non so perché, ma l'ho trovato inquietante. Forse dovrei rifletterci di più. Ad averci tempo.

venerdì apr 18, 2008

Sembra che l'Internet sia percorsa dalle pubblicazioni dell'output del comando

history | awk '{a[$2]++}END{for(i in a){print a[i] " " i}}' | sort -rn | head

che, nella sostanza, fa la lista dei comandi eseguiti più frequentemente nel terminale. E' di gran moda pubblicare l'output sulle proprie macchine. L'ho visto comparire per la prima volta una settimana fa e propagarsi velocemente.

Io lo interpreto come una dichiarazione di principio implicita: "io non uso (solo) Windows". Alla fin fine, perché resistere?

Sul mio Mac, a casa:

kiki:~ gt86031$ history | awk '{a[$2]++}END{for(i in a){print a[i] " " i}}' | sort -rn | head
60 /Applications/Alpine.command
57 ls
39 cd
19 ping
17 curl
10 ssh
9 man
8 find
7 nslookup
6 traceroute
In ufficio, sulla SunRay:
gt86031@sr1-erom03-03:~ > history | awk '{a[$2]++}END{for(i in a){print a[i] " " i}}' | sort -rn | head
79 ls
55 cd
32 ping
25 ps
18 rm
18 cerca
14 traceroute
13 vnc
12 nf
11 export
Cosa se ne deduce? Solo che uso frequentemente alpine sul Mac (sarò uno dei tre al mondo) e che ho avuto problemi di rete in tutti e due i posti (cose vere ambedue). Temo poco altro tranne, ovviamente, il fatto che non resisto alle mode, quando riguardano la tecnologia. Anche questo profondamente vero.

sabato mar 15, 2008

...attraverso uno strano "giro" di blog che discorrevano di GTD (una mia fissa da qualche mese, ne parlerò prima o poi) sono arrivato a scoprire l'esistenza di TiddlyWiki. Come dicono loro: "a reusable non-linear personal web notebook". Open Source, of course.

E', nella sostanza, un wiki che, però, è completamente contenuto in un file html e si edita e si usa senza nient'altro che il browser. Dopodiché, ovviamente, si può uploadare su un sito web. Non granché come wiki collaborativo, è davvero impressionante come notebook personale. E' più complicato da spiegare che da provare... Date un'occhiata al sito.

Per la cronaca: io sto provando ad usare un task manager "gtd inspired" basato su tiddlywiki. Sta anche lui, ovviamente, in una pagina web. MonkeyGTD.

mercoledì mar 05, 2008

...beh, uniti proprio no (adesso non esageriamo). Però da qualche giorno abbiamo un planet che aggrega tutti i nostri post. E non è poco.

Volendola dire tutta più che di Sun Italia è il planet dei blog di Sun Roma. Sembra che i colleghi di Milano, Padova e Torino non siano interessati al bloggare. Ma non disperiamo che qualcuno cambi idea (o faccia outing).

giovedì feb 28, 2008

Ieri sera c'è stata una strana call. C'erano i blogger di Sun Italia e il Marketing a discutere di un blog collettivo per Sun Italia. L'idea mi ha turbato e mi è stato molto difficile capire perché. La discussione è diventata, come si dice, franca e, come al solito, mi sono trovato al centro del conflitto (prima o poi imparerò a non esserlo, ma questo momento non è ancora arrivato).

Il punto è che a me piace, e molto, l'idea di un'aggregazione di blog. Non piace il blog collettivo. Neanche un po'.

Oggi cercavo di spiegare il perché di questa mia opposizione ad un'amica, e collega, che era nella call. Non riuscivo, e non riesco, a spiegarlo. E lei è una persona con cui mi capisco spesso al volo.

Quello che riesco a esprimere facilmente, dei miei molti motivi, è che per me il blog è personale. Lo è anche se non parlo di cose personali. E questa visione non è compatibile con il blog collettivo.

La discussione si è inaridita e un po' incattivita (non si dovrebbero fare call alla fine delle lunghe giornate lavorative) e siamo arrivati alla tipica "pausa di riflessione". Che non mi soddisfa.

L'idea di unirci (blogger di Sun Italia) è bella ed interessante. È il mezzo "blog collettivo" che non mi piace. E la discussione tra sordi in cui non ci si riesce a capire che non mi piace. Anche, e soprattutto, quando accade tra persone che si stimano reciprocamente, probabilmente per mancanza di una chiave interpretativa comune. Come direbbe qualcuno, per la loro mancanza dell'esperienza dello scrivere blog.

Gli altri blogger, chi più, chi meno, la pensano come me (questo giustifica il loro scritto sopra). Ne abbiamo discusso oggi a lungo, tra email, chiacchiere ed sms.

In fin dei conti abbiamo i nostri blog perché ci piaceva farlo, non perché ce l'ha detto qualcuno... È il momento di fare un planet di Sun Italia? Tecnologie, storie, foto e vita all'interno di una grande multinazionale? Forse sì. E, se ci piace farlo, perché no?

Da questo, forse, si costruirà qualcosa d'altro. Vedremo...

venerdì feb 15, 2008

Alan Burlison ha postato la soluzione al problema dei driver di rete da usare con Opensolaris (Indiana) installato in una macchina virtuale di Virtual Box.

Le soluzioni possibili al problema sono due:

  • usare il driver 'pcn' di nevada
  • usare il driver 'ae'

Il primo ha il vantaggio di funzionare da qualche anno su Solaris in produzione (stabile, ecc.). Il secondo è redistribuibile (è licenziato BSD, IIRC).

La domanda che sorge spontanea è: perché il driver (dal momento che c'è in Solaris e Nevada) non è stato direttamente inserito nella distribuzione?

La risposta è nella "natura" di Opensolaris (Indiana). E' una dostribuzione costruita per essere completamente libera, senza alcun vincolo al di là della licenza CDDL. Sun non ha i diritti di redistribuzione del driver pcn (che, AFAIK, è stato fatto da AMD per le schede Lance). Inserirlo nell'immagine avrebbe reso Indiana non redistribuibile liberamente, come infatti accade a Nevada che si può scaricare solo dal sito della Sun e solo dopo essersi registrati.

Indiana non ha questo problema, ha mirrors e si può anche fare un torrent in piena legalità anche di una versione modificata da voi.

Happy hacking!


mercoledì feb 13, 2008

Ieri è stato rilasciato il LiveCD (immagine ISO) della Opensolaris Developer Preview 2.

E' un Live CD, cioè potete usarlo come disco di partenza e provare il sistema operativo senza toccare la vostra installazione. Un'ottima cosa per "fare un giro", come da tempo fanno altri sistemi operativi.

E' un notevole cambiamento rispetto al "tradizionale" Solaris ed anche rispetto a Nevada (aka Solaris Express Developer Edition). Mentre nevada è molto, molto simile a Solaris (ed è definito, all'interno di Sun, come "Solaris Next", ovvero la beta della prossima versione di Solaris) Opensolaris (o, come si chiama il progetto, Indiana) è il progetto di una distribuzione autonoma, con il kernel di Solaris, che sia liberamente redistribuibile da parte di chiunque e che possa costituire la "base" operativa per costruirsi la propria distribuzione di Opensolaris (così come si fa per Linux). Poiché, per l'appunto, è liberamente redistribuibile c'è già un mirror alla Computer Society dell'Università di Lund in Svezia (che, dall'Italia, potrebbe essere più vicina). Se confrontate con Nevada, che si scarica solo registrandosi sui siti della Sun, la differenza è notevole.

Approfittando di una conference call avuta stamane (il mio capo odia che si facciano altre cose durante le call, ma spero non legga il mio blog) l'ho installato su Virtual Box. Virtual Box è un virtualizzatore di Sistemi Operativi (non molto diverso da VMware, Parallels, Xen o l'xVM di Sun). E' Open source. Il che è molto interessante se, come me, lo volete installare su un Macintosh. Le altre alternative sono VMware Fusion e Parallels Desktop che, però, sono prodotti commerciali, non open source ed a pagamento.

Ho scoperto Virtual Box perché ieri (il 12 febbraio) la Sun ha annunciato l'acquisizione della Innotek (l'azienda che distribuisce la versione commerciale di Virtual Box). Ha in download ed utilizzo gratuito (e in sorgenti se amate ricompilare) versioni per qualunque distribuzione di Linux, Windows (solo x64), OS X ed Opensolaris (Nevada, solo su processori x64) come sistema operativo host. Si può installare nelle macchine virtuali qualunque (beh, quasi qualunque) sistema operativo per x86/x64.

L'installazione è stata banale, ho fatto una VM (1 GB di RAM e un disco virtuale da 8GB), montata l'immagine ISO come CDROM e fatto il boot. Il Live CD è partito e l'installazione è andata a buon fine.

Questo è il risultato finale


OpensolarisOnOSX.png

Il sistema è una "Developer Preview"... non è per gli utenti finali. Incidentalmente, non ha i driver di rete per la PCNet che Virtual Box emula (ma nevada li ha, è stata promessa una guida di installazione "in giornata", tempo della California).

martedì nov 13, 2007

Finalmente il mio acquisto dell'N95 trova uno scopo! La Lightsaber App For Nokia N95! è l'applicazione che mancava (e di cui non si può assolutamente fare a meno). Il pazzoLo sviluppatore è tale Graham Oldfield, al link sopra trovate il tutto: immancabile video, applicazione e plugin per l'accelerometro (se non avete upgradato il firmware alla versione 12). Da provare... :-)

Update: La versione 1.1, con qualche lieve miglioria, è scaricabile.

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