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venerdì ott 10, 2008

Innovare in tempi di crisi




Vorrei condividere con voi un messaggio che ho inviato pochi giorni fa ai leader di Sun a proposito dello stato di agitazione in cui versano i mercati e per informarli su quali dovranno essere le nostre priorità operative.

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Inizio del messaggio inoltrato:
Da: Jonathan Schwartz
Data: 30 settembre 2008 12:02:29 PDT
A: All Sun
Oggetto: Ultime notizie, crisi finanziaria, ecc.

Avrete sicuramente sentito la notizia del giorno: il Congresso americano ha bocciato un progetto di legge di importanza critica che avrebbe autorizzato il Tesoro a sostenere il settore bancario americano. Il mercato ha registrato forti ribassi mentre i politici americani e del mondo intero discutono su quale sia la risposta adeguata per il lungo periodo: intervenire per salvare le istituzioni finanziarie nei guai o farsi da parte e lasciare che il mercato risolva da solo i propri problemi. Anche oggi molte banche e compagnie di assicurazioni sono state chiuse o salvate dal fallimento e sono certo che continueremo ad assistere a nuovi casi di crolli e salvataggi in extremis.

Alcuni di voi si chiederanno: "In che modo tutto questo influisce su Sun?". Ebbene, ritengo che quasi tutti i nostri principali clienti saranno interessati dalla crisi: non solo le banche, ma anche le aziende di telecomunicazioni, gli ospedali, le media company, le società di costruzioni, le compagnie aeree, i governi e gli enti pubblici, le startup, ecc. Ogni cliente che dipende dal credito come strumento per finanziare le proprie attività (che si tratti di un'università o di una società di trasporti annoverata tra le aziende Fortune 100) vivrà un periodo di intense tensioni.

Ma tutto ciò creerà un'enorme opportunità per noi, se saremo pronti ad attaccare. Se invece di stare sulla difensiva, e preoccuparci dell'impatto su Sun, sapremo favorire i risultati per i clienti e gli azionisti di Sun.

Ecco allora alcuni aspetti importanti da ricordare.

1. Per i nostri clienti la tecnologia rappresenta un mezzo per aumentare il valore e la produttività.

I nostri clienti non diranno mai una frase del tipo: "Smettiamo di investire in tecnologia e assumiamo più personale". Al contrario, i nostri clienti tendono a privilegiare l'automatizzazione del lavoro, a trovare risposte e opportunità impiegando la tecnologia, non aumentando il numero di dipendenti. Questo processo rappresenta un'opportunità per Sun: quella di collaborare attivamente con i clienti per ridurre i costi, incrementare i livelli di utilizzo e favorire i cambiamenti che producono vantaggi immediati e a lungo termine. La domanda da porre a tutti i vostri clienti è: "Come posso aiutarla?" e vi assicuro che tra le loro risposte troverete delle ottime idee per noi, così come noi abbiamo molte idee per loro. Personalmente, sto contattando i nostri clienti e partner semplicemente per ricordare loro che siamo disponibili ad aiutarli e vi consiglio di fare lo stesso.

2. Detto questo, stiamo espandendo la nostra base di clienti in maniera decisa.

Attualmente siamo concentrati sui servizi finanziari e le telecomunicazioni ed è questo il motivo per cui stiamo lavorando così intensamente per espandere la nostra base di clienti. Il mercato globale offre opportunità straordinarie. Chiedo quindi a ogni manager di pensare seriamente, in particolare per quanto riguarda le aree della nostra organizzazione che interagiscono direttamente con il mercato, allo sviluppo dei nostri attuali rapporti commerciali e anche allo sviluppo di nuovi clienti. E dico "e anche" perché la crescita è importante in entrambi i contesti.

Perché ritengo che abbiamo la possibilità di sviluppare nuovi clienti?

3. Perché le crisi favoriscono le innovazioni.

Ricordate lo scoppio della bolla di Internet? È stato proprio dopo quella crisi, avvenuta sei o sette anni fa, che si è assistito all'ondata iniziale di adozione dell'open source. Oggi, quello stesso slancio a favore di cambiamenti rivoluzionari a livello economico è tornato più forte che mai e questa volta Sun occupa una posizione privilegiata per diventare il massimo beneficiario di questo cambiamento. Ne volete una dimostrazione? Il prodotto più scelto dalle aziende per ridurre il costo dei database proprietari è MySQL. La soluzione più scelta dalle aziende per ridurre il costo dello storage proprietario è ZFS con OpenStorage. Come andranno le cose per le alternative proprietarie rispetto a xVM? Glassfish? Lustre? OpenSolaris? A mio parere, in modo analogo. Ovunque io guardi, vedo un'opportunità.

Possiamo, e dobbiamo, attaccare su tutti i fronti. Dai nuovi sistemi SPARC Batoka e M-Series ai recentissimi blade Constellation Intel e AMD, dai nuovi prodotti per l'identità di rete (a proposito di automatizzazione dei processi labor-intensive!) all'utilizzo degli straordinari thin client SunRay o delle competenze di PS e Support Services, il potenziale della nostra offerta di prodotti e soluzioni ha raggiunto i livelli più elevati degli ultimi anni. Immaginate cosa sarebbe successo se all'epoca in cui scoppiò la bolla delle “dot com” avessimo avuto a disposizione un portafoglio simile: avremmo preso d'assalto il mercato e ci troveremmo in una situazione totalmente diversa.

Tutto questo per dire che continueremo a sentire un'infinità di opinioni diverse su cosa ci si deve aspettare dal governo americano o dai governi europei e asiatici per sostenere l'economia. Ma il dibattito pubblico non mi interessa più di tanto. Mi interessa infinitamente di più il dibattito privato, quello che avviene all'interno di tutte le organizzazioni nostre clienti quando tentano di rispondere a interrogativi come "Quale sistema operativo dovremmo scegliere?", "Qual è la nostra strategia open source?", "Come possiamo ridurre drasticamente la spesa per lo storage proprietario?", "Come è possibile risparmiare energia e ridurre lo spazio occupato?", "Quale fornitore comprende i nostri problemi?", "Quali fornitori offrono la loro disponibilità ad aiutarci, ovvero, quali fornitori sono i nostri veri partner?".

In tempi di crisi, abbiamo una grande opportunità di distinguerci dai nostri concorrenti e migliorare il nostro collegamento con il mercato, per quanto turbolenta possa essere la situazione. È vero, i nostri clienti vivranno momenti di tensione, ma questo è semplicemente un altro modo per dire che saranno "aperti al cambiamento". E voglio che Sun sia l'azienda che li accompagnerà durante questa transizione, con le sue idee e i suoi piani d'azione. La porta è aperta.

Certo, alcuni clienti spariranno, ma molti altri si rafforzeranno ancora di più. E, come è già avvenuto nel corso degli ultimi 30 anni, il mercato tornerà a crescere, sotto la spinta delle aziende che sapranno sfruttare la flessione a proprio vantaggio, per aumentare di valore e crescere ancora più rapidamente.

Voglio pertanto assicurarvi che stiamo monitorando il mercato con grande attenzione per comprendere quale sarà l'impatto per Sun e quali sfide ci aspettano, a livello sia macro che micro. Tuttavia, io e il mio team sappiamo bene come stanno le cose, abbiamo già assistito a una situazione del genere quando è scoppiata l'ultima bolla: *questo è il momento* di cogliere l'opportunità che ci si presenta e occupare stabilmente nuovi spazi sul mercato. Questo è il momento in cui i nostri clienti sono più aperti che mai al cambiamento.

Offriamo la nostra disponibilità ad aiutarli e non lasciamoci sfuggire questa opportunità.

Jonathan

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venerdì ott 03, 2008

Come risparmiare una fortuna con i data warehouse

AGGIORNAMENTO alla fine del post.

Vorrei esprimere le mie congratulazioni al team di Greenplum e ai nostri clienti di Fox Interactive Media, ovvero i responsabili di MySpace, Photobucket, IGN, FOXSports.com e una vasta serie di domini Web, che insieme rappresentano una delle utenze più numerose della Rete.

Insieme, oggi abbiamo annunciato che Fox gestisce un enorme data warehouse che è stato realizzato con software Greenplum su piattaforme OpenStorage Sun basate su Solaris/ZFS (un oceano di Thumper, per essere più precisi). Ciò significa che il software open source si trova alla base di uno dei data warehouse più grandi (e più convenienti) del mondo.

Fox si unisce a una serie di clienti di Sun/Greenplum, tra cui LinkedIn e la Borsa di New York, che si affidano a innovazioni e database open source per disporre di una visione più approfondita, prendere decisioni più rapide e conseguire un più elevato livello di efficienza.

In altre parole, i clienti stanchi di fornitori proprietari troppo inclini ad aumentare i costi delle licenze in periodi di flessione economica, dispongono ora di una valida serie di alternative, la cui convenienza, grazie alla loro natura di commodity, viene compresa benissimo da tutti.

Congratulazioni a tutte le parti coinvolte!

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AGGIORNAMENTO: in molti mi hanno chiesto come si collochi rispetto alla concorrenza, in termini di prezzo, il data warehouse Greenplum/Thumper di cui si è discusso qui sopra, visto che uno dei fornitori proprietari ha recentemente suggerito che $ 15 000 per terabyte è una cifra accettabile per i clienti. Io credo che si tratti di un prezzo pre-bubble, troppo elevato per il mercato attuale e destinato a fare notizia ma non ad attirare acquirenti. Ma ovviamente la mia opinione è tutt'altro che imparziale. Io preferirei consultare un po' di clienti per capire qual è il prezzo che sono disposti a pagare.

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giovedì set 25, 2008

Vino, virtualizzazione e xVM

Ricordo, alcuni anni fa, un'occasione in cui mi trovai con un gruppo di clienti a discutere di vino e virtualizzazione (un'accoppiata perfetta). Vino perché ci trovavamo a un evento Sun nella Napa Valley, cuore dell'industria vinicola californiana; virtualizzazione perché i partecipanti erano esperti di data center, riunitisi per discutere le prospettive future.

Tutti i clienti presenti all'evento possedevano data center di valore e capacità elevati e non avrebbero esitato a rispondere "E con ciò?" all'accusa di un'eccessiva protezione dei loro server. Erano coloro che mantenevano attivi,con straordinaria affidabilità, alcuni dei più importanti sistemi del mondo.

Tutti avevano però la stessa preoccupazione riguardo all'esecuzione di applicazioni su infrastrutture grid "virtualizzate" in rete (l'espressione "cloud computing" ancora non era di moda, altrimenti sono certo che qualcuno l'avrebbe usata).

La virtualizzazione è un concetto semplice con un nome sofisticato (abbreviato in "v12n" dagli intenditori, principio per cui io sarei "j14z"). Significa semplicemente segmentare computer fisici in computer "virtuali" di dimensioni più piccole, ognuno dei quali può essere dotato di un proprio Sistema Operativo (SO) e set di applicazioni.

Per cui, non solo un computer virtualizzato si assume il compito di eseguire più SO (eseguiti su un hypervisor, descritto più avanti), ma gli stessi SO possono cambiare nel tempo, a seconda del carico o della pianificazione. Il concetto tradizionale secondo cui il computer A esegue il SO o l'applicazione B lascia quindi posto a computer che sono disponibili per attività con priorità elevata, a prescindere dal sistema operativo o dall'architettura. Uno spike per lo shopping online potrebbe assegnare più macchine "virtuali" all'elaborazione delle transazioni durante i periodi di picco, tornando a SO e applicazioni diverse quando la situazione si normalizza. La capacità da fissa diventa variabile, in funzione delle necessità..

Sebbene la virtualizzazione del desktop non fosse una priorità per questi clienti, molti conoscono una realtà in cui coesistono più SO desktop. Non tutti fanno coesistere cinque SO diversi sui loro desktop (come me), ma possiedono diverse versioni di Windows o non hanno più il codice sorgente delle applicazioni in uso, condizione che obbliga a tenere a portata di mano i vecchi SO (e hardware). La virtualizzazione dei desktop consente agli utenti di eseguire più SO contemporaneamente su un unico desktop e svincola gli upgrade del software da quelli dell'hardware (un'innovazione che fa felici CIO e sviluppatori).

Tornando ai data center, la virtualizzazione può consentire un consolidamento estremo dell'infrastruttura, poiché, svincolando le applicazioni dall'hardware, si favoriscono pianificazioni di capacità e acquisti di sistemi più efficienti. E per quanto ciò possa sembrare entusiasmante, in caso di problemi si può sempre rimetterci un trimestre, metter mano ai risparmi e terminare la propria carriera. Quindi perché tante preoccupazioni?

In breve, questi clienti temevano che la virtualizzazione eliminasse il controllo che avevano faticosamente raggiunto nella gestione di un'affidabilità assoluta. In pratica, mentre erano in grado di tutelare un mainframe virtualizzato o un E25K (per tutelare si intende prestare un'attenzione particolare a una singola macchina), si trovavano in difficoltà davanti a un insieme di risorse. Né si può chiedere a un insieme di risorse perché sia lento, irritabile o incostante, domande a cui invece è più semplice rispondere nel caso di un'unica grande macchina.

Mentre il vino contribuiva a placarne i timori, alcuni clienti iniziarono a pianificare il loro ambiente ideale di cloud computing (mentre noi prendevamo nota sui nostri laptop). In sintesi, ecco quali erano le loro richieste.

Estrema diagnosticabilità. Chi conosce i data center sa che molto di rado le cose vanno come previsto. Per questo, calcolare sin dall'inizio la possibilità di problemi, rallentamenti e opportunità di ottimizzazione è un'alternativa migliore al presumere che tutto filerà liscio come l'olio. Per non rischiare di mettere a repentaglio il posto di lavoro, tutti volevano la totale certezza di essere protetti in caso di problemi.

In secondo luogo, volevano estrema scalabilità. Sapevano che il trend verso grid a scalabilità orizzontale (molti sistemi di piccole dimensioni) avrebbe lasciato il posto (come sempre accade) a un numero inferiore di sistemi più grandi (scalabilità verticale). E già ce ne stiamo accorgendo, poiché il passaggio a CPU multi-core crea sistemi a 16, 32, 64 e persino 128 vie in un elemento unico, tenuti insieme mediante una rete a prestazioni molto elevate.

Ma la scalabilità va applicata anche alle spese di gestione: avere 16 000 computer virtualizzati è fantastico (così come avere 16 000 cuccioli), ma solo fino a quando non bisogna gestirli e manutenerli. In un data center di alto livello, spesso la sfida (e la spesa) principale non è la tecnologia, ma la vasta gamma di prodotti ad hoc e di personale che se ne occupa. Quindi, una gestione senza problemi doveva essere la nostra priorità principale, tenendo anche conto di una scalabilità estrema (Internet).

Inoltre richiedevano un approccio general purpose, indipendente da hardware e SO. Desideravano, cioè, una soluzione che funzionasse con l'hardware di qualsiasi fornitore: non solo con server e dispositivi storage Sun, ma anche con quelli di Dell, IBM e HP. E volevano una soluzione che supportasse Microsoft Windows, Linux e non solo Solaris. Preferibilmente, appoggiata e sostenuta da Microsoft, Intel, AMD e non solo da Sun.

E infine volevano l'open source. Dopo aver fatto affidamento per anni sul software open source, non volevano reintrodurre il software proprietario nello strato più fondamentale dei loro futuri data center . Alcuni desideravano la possibilità di accedere al codice per garantire la sicurezza, altri volevano la libertà di apportare modifiche in caso di carichi di lavoro o requisiti speciali.

E con un tale feedback, a uno dei partecipanti la risposta è sembrata ovvia: "Perché non usare solamente Solaris?" Tutti utilizzavano Solaris in installazioni mission critical, tutti ne apprezzavano le prestazioni, la diagnosticabilità (garantita mediante DTrace) e la capacità di adattarsi persino ai più grandi sistemi del mondo. Era la risposta perfetta finché un cliente non ha chiesto: "Ma gli utenti di Windows vogliono utilizzare Solaris? Io credo di no". Il marchio "Solaris" non esprimeva neutralità in fatto di SO e tale neutralità era il fulcro delle nostre posizioni. Ma sapevamo che tutte le innovazioni di OpenSolaris ci avrebbero di certo garantito un vantaggio straordinario.

Questa è la premessa che ha originato i nostri annunci sulla virtualizzazione della settimana scorsa: il desiderio di risolvere i problemi di sviluppatori e operatori di data center in ambienti multi-vendor. Analizzando il cuore della nostra offerta xVM vedrete come abbiamo risposto alle richieste sopra citate: abbiamo integrato DTrace per un'estrema diagnosticabilità. Abbiamo utilizzato la scalabilità delle nostre innovazioni a livello kernel per la virtualizzazione dei sistemi più grandi del mondo. Abbiamo realizzato un'interfaccia semplice e chiara per il cloud computing (chiamata xVM OpsCenter, maggiori informazioni qui) e per la gestione e il provisioning dei data center, dai più piccoli ai più grandi. Tutto è disponibile in modalità open source (e download gratuito) e vanta il sostegno dei guru del settore (guardate questi video del lancio per vedere Microsoft e Intel appoggiare xVM: sì, avete letto bene, Microsoft appoggia xVM). Abbiamo persino utilizzato ZFS per ottenere un vantaggio sulla virtualizzazione dello storage (la prossima frontiera).

Perché lo abbiamo chiamato xVM? Per chiarire che non stiamo semplicemente prendendo di mira Solaris: xVM virtualizza Microsoft Windows, Linux (Ubuntu, RHEL e tutte le altre distribuzioni) oltre che Solaris (8, 9 e 10). I clienti possono consolidare questi sistemi operativi e allo stesso tempo consolidare l'infrastruttura hardware, usando xVM OpsCenter per la gestione e il mantenimento dell'intero ambiente.

La scorsa settimana abbiamo lanciato una linea completa di prodotti per la virtualizzazione, che include virtualizzazione dei desktop (xVM VirtualBox), virtualizzazione dei data center (xVM Server), gestione di livello elevato (xVM Ops Center) e supporto di Virtual Desktop (xVM VDI e SunRay). Tutti i prodotti sono appoggiati dal mercato e vengono utilizzati da alcuni tra i clienti più importanti del mondo.

A questo proposito vorrei ringraziare i clienti presenti a quell'evento di alcuni anni fa e offrire le mie più sincere congratulazioni ai team che hanno lavorato al lancio di xVM sul mercato, all'interno di Sun e della comunità dei nostri partner.

Per festeggiare xVM come merita, forse dovremmo organizzare il nostro prossimo evento nella contea di Champagne...


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lunedì set 22, 2008

Storage e aria di cambiamento

È passato più di un mese (con tre uragani in America) dal mio ultimo post. Diversi di voi l'hanno notato e vi ringrazio per i messaggi di sollecitazione...

È stata un'estate molto attiva, sotto quasi ogni punto di vista. L'attività dei clienti non ha fatto registrare diminuzioni e il lato positivo della (altrimenti sfavorevole) crisi economica che coinvolge molte attività (soprattutto i numerosi clienti Sun appartenenti al settore dei servizi finanziari) è che sta promuovendo un'aria di cambiamento. Sono disponibili nuove opzioni per chi deve tener d'occhio le spese o è stanco di veder aumentare i prezzi dei propri fornitori. E c'è un effettivo interesse nell'esplorare queste alternative (stimolato, ad esempio, da una direttiva del CEO che richiede di dimezzare le spese).

Uno degli incontri più interessanti che ho avuto di recente, tuttavia, non è stato con un cliente ma con un analista di un istituto finanziario globale. Gli analisti finanziari pubblicano ricerche che sostengono la comunità degli investimenti: le loro ricerche e analisi finanziarie (gratuite) accompagnano le raccomandazioni di acquisto o vendita per gli investitori (i quali, a loro volta, generano commissioni di negoziazione per le aziende che impiegano gli analisti).

Questo analista in particolare non era a conoscenza del passato di Sun e stava sviluppando la sua prima valutazione finanziaria. Voleva concentrarsi sui nostri progetti in materia di storage: molti dei clienti che aveva intervistato erano infatti interessati all'argomento e avevano nominato una specifica tecnologia software open source: ZFS. Prima di incontrarmi aveva parlato con i suoi colleghi del dipartimento IT, alcuni dei quali avevano ammesso di utilizzare ZFS nella propria abitazione. Non c'è niente di più efficace che conquistare i clienti nella vita privata... Se volete anche voi ricevere ZFS, fate clic qui o sul CD qui a destra.

È indubbio che si stia registrando un aumento di interesse nei confronti dello storage da parte di Sun: l'acquisizione di MySQL rappresenta un passo in questa direzione oltre che un'aggiunta all'offerta di prodotti Sun per sviluppatori. Discussioni di memorie flash, l'economia dell'archiviazione, il file system parallelo Lustre: tutto punta a ciò che Sun considera un'eccezionale opportunità per i clienti (e di conseguenza per gli investitori). Storage e informatica sono destinati a incontrarsi e stiamo per far approdare nel settore dello storage, tradizionalmente chiuso e proprietario, i trend che alcuni anni fa hanno trasformato il settore dei server (coinvolgimento di massa in comunità di sviluppo open source e scalabilità ottenibile mediante cluster di componenti commodity invece di tecnologie proprietarie).

L'idea di "coinvolgere i clienti in comunità di sviluppo open source" non è vista di buon occhio dagli analisti di storage più conservatori (o dalla nostra concorrenza), che ritengono che "lo storage sia un elemento troppo mission critical per il supporto di software open source". Pur rispettando tale giudizio ed esperienza, ritengo che il mercato sia invece più sfaccettato: è vero, gli ambienti mission critical non tollerano il software non supportato, ed è per questo che offriamo supporto commerciale 24x7 per ZFS (su hardware Sun e persino Dell). L'adozione a livello globale di importanti progetti open source continua tuttavia a generare cambiamenti nei data center di tutto il mondo. Gartner prevede che il 90% delle aziende mondiali eseguirà software open source, senza però specificare dove: "in ogni area" è probabilmente la stima più accurata.

Ma tornando all'analista finanziario, a questo punto mi ha chiesto: "Ottima teoria, ma quando ne vedrete i risultati nel fatturato?"

"L'anno scorso", ho risposto. "Stiamo assistendo a un'innegabile accelerazione".

Come molti sapranno, abbiamo lanciato i nostri primi sistemi di storage basati su ZFS nel 2007, noti con il nome di Thumper. L'anno scorso i Thumper hanno finito per generare circa 100 milioni di dollari in fatturato, con un aumento dell'80% sull'anno precedente. Dal punto di vista della capacità, nell'anno fiscale 2008 abbiamo fornito circa 90 petabyte di storage su Thumper per alcune delle installazioni più esigenti in assoluto (con aumento di circa 200% sull'anno precedente). Qual è la causa di questa crescita? L'adozione di ZFS è sicuramente un fattore decisivo (questa immagine offre un'idea di dove si concentrano le adozioni, e di conseguenza le opportunità commerciali). Ma, in ultima analisi, i clienti sanno di poter risparmiare denaro, spazio ed energia. Rispetto alla concorrenza, i Thumper offrono circa il doppio della capacità con requisiti di spazio e costo dimezzati ($ 1,20/Gigabyte). Inoltre, eseguono Windows e Linux con lo stesso hardware.

Prevediamo che l'"OpenStorage" (ovvero i sistemi realizzati con componenti commodity e software open source) crescerà molto più rapidamente rispetto al mercato dello storage proprietario. Confidiamo di appoggiare tale crescita e nei prossimi mesi vedrete un volume incredibile di innovazioni storage mirate ai sempre più numerosi clienti che desiderano alternative migliori, più rapide, più economiche e meno ingombranti. Flash, ZFS, dtrace e il tradizionale systems engineering avranno un ruolo fondamentale nell'approccio al mercato dello storage.

E nel caso vi foste persi l'annuncio della scorsa settimana, la nostra crescita è stata convalidata dalle analisi del settore: IDC afferma che i clienti stanno aumentando le attività di storage su disco con Sun in maniera molto più rapida rispetto alle proposte proprietarie della concorrenza. E a un tasso tre volte maggiore rispetto alla crescita generale del mercato. Un punto di partenza di tutto rispetto.

Se desiderate maggiori informazioni, o magari volete provare gratuitamente un sistema Thumper, fate clic qui e selezionate il vostro Paese. Forniamo sistemi Sun in prova gratuita in tutto il mondo (e copriamo anche le spese di spedizione). Se il sistema è di vostro gradimento, potrete acquistarlo. In caso contrario ne organizzeremo la restituzione, senza alcun impegno da parte vostra. È il sistema più simile al download gratuito di hardware che abbiamo potuto escogitare...

Come ho detto all'analista, basta guardare ai risultati che già stiamo ottenendo per vedere il legame tra l'innovazione open source e la crescita del fatturato. ZFS non trasformerà la domanda per i nostri prodotti esistenti, ma di certo offrirà nuove opportunità e rivoluzionerà il futuro del settore. Tuttavia non accontentatevi della nostra opinione: i migliori testimonial del nostro approccio sono gli acquirenti di storage che finalmente possono respirare un'aria di cambiamento.


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giovedì ago 07, 2008

MySQL e LinkedIn!

La scorsa settimana ho incontrato un cliente che gestisce operazioni e tecnologia per una delle aziende più grandi del mondo. Stavamo discutendo le sue priorità del prossimo anno e ho notato che su una pagina colma di priorità tradizionali (consolidamento, gestione dell'energia, disaster recovery, conformità alle normative) c'erano due parole interessanti.

"Open source".

Gli ho chiesto qual era il motivo di quelle parole. Mi ha risposto che grazie a una verifica delle attività di sviluppo dell'azienda aveva scoperto un incredibile numero ("centinaia") di progetti open source che erano stati completati dietro le quinte, senza la supervisione del management. I progetti avevano lo scopo di risolvere problemi ritenuti troppo dispendiosi o difficili per essere affrontati con tecnologie proprietarie, dall'utilizzo di un budget limitato fino all'automatizzazione di un nuovo processo. E piuttosto che andare contro questa tendenza, considerando anche gli effettivi vantaggi, aveva deciso di esplorare quest'area più a fondo. E chiedeva quindi l'assistenza di Sun.

La mano invisibile dell'open source è un fenomeno che riscontro con quasi ogni cliente: comunità di individui che si dedicano con impegno al proprio lavoro, così come alla produttività personale e collettiva. Queste comunità, all'interno di aziende di svariati settori, risolvono problemi senza bisogno di risorse aggiuntive (e rispettando religiosamente le norme relative alla privacy, alla protezione della proprietà intellettuale e alle licenze dei software). Senza dubbio, rappresentano un valore indiscutibile.

Ma l'utilizzo di tecnologie non ufficiali è davvero un elemento così raro sul posto di lavoro? Non credo proprio, è un po' come scegliere il motore di ricerca o la rete sociale che si preferisce: si tratta di scelte che facciamo tutti (anche i CIO), senza ordini d'acquisto e con un innegabile impatto sulla produttività. I CIO più progressisti stanno adottando questa tendenza piuttosto che combatterla, cercando di imporre il meno possibile e selezionando solamente le norme e gli standard assolutamente necessari a garantire efficienza o conformità.

La mano invisibile dell'adozione dell'open source sta indubbiamente trasformando il settore IT, nonché le opportunità commerciali di Sun in fatto di software, server e storage. Già prima dell'acquisizione da parte di Sun, MySQL si era distinta tra le comunità open source mondiali, facendosi silenziosamente strada in un'enorme gamma di aziende in tutto il mondo. Secondo il mio punto di vista, l'acquisizione ha cambiato l'immagine di MySQL non tanto tra gli sviluppatori quanto tra i decision maker che operano nel settore delle tecnologie tradizionali, accorciando la distanza che li separa. L'adozione efficace di un prodotto è divenuta una scelta sicura per l'azienda. L'acquisizione ha aperto nuove porte e dialoghi commerciali: in seguito all'annuncio, abbiamo infatti assistito a un notevole aumento delle vendite e dei download. Sappiamo che un numero sempre maggiore di CIO chiede ai propri team: "Dove utilizziamo MySQL?". E le risposte sono sempre interessanti.

E mentre queste conversazioni si trasformano in cicli di vendita per sottoscrizioni a MySQL Enterprise (ad esempio per chi desidera supporto mission critical), la domanda che mi viene fatta più spesso dai clienti tradizionali è: "...ma MySQL è scalabile?"

Non esiste miglior modo di rispondere che citare le organizzazioni globali che hanno scelto MySQL. E spesso chi mi pone la domanda ne utilizza almeno una: LinkedIn. Fate clic qui per leggere maggiori informazioni sulla collaborazione tra Sun e LinkedIn per il supporto ad uno dei social network più grandi e importanti del mondo, a livello davvero globale.

Continuando a crescere di questo passo, LinkedIn si ritroverà a fornire servizi per un numero di account molto maggiore di quello gestito da gran parte delle banche mondiali, generando al tempo stesso un valore eccezionale. Se non vi siete ancora iscritti, è giunto il momento di farlo...

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giovedì lug 10, 2008

Solaris a Wall Street - Sempre più veloce

Ricordo una cena, tempo fa, con il CEO di un'azienda internazionale di servizi finanziari. Una delle sue prime decisioni in qualità di CEO era stata quella di cancellare un enorme contratto di outsourcing. Gli chiesi il motivo e ricordo ancora la sua risposta: "Il settore bancario è un settore tecnologico, puro e semplice. Non posso sperare di vincere senza un team tutto mio".

A prescindere dalle opinioni sull'outsourcing, ho sentito molti manager di aziende di servizi finanziari (anche se non tutti) ribadire lo stesso concetto: il settore bancario (così come grosse parti dei settori di telecomunicazioni, media e commercio) è diventato un settore tecnologico, in cui ogni grammo di prestazione e differenziazione può avere un'importanza fondamentale. Persino, e soprattutto, in un mercato in stato di agitazione.

Tutto ciò è lo sfondo ideale per il comunicato stampa che abbiamo appena rilasciato insieme a Intel, in cui annunciamo di aver superato un record di velocità: un milione di messaggi al secondo eseguendo l'applicazione Reuters Market Data System su Solaris 10 per Intel (potete leggere il comunicato stampa per maggiori informazioni). Ai nostri colleghi di Intel e Thomson Reuters... grazie! Prestazioni = vantaggio di mercato, risparmio energetico, consolidamento dei data center o tutte e tre le cose insieme. Saranno i clienti a scegliere.

E sulla scia del mio ultimo post sull'impatto della memoria flash e ZFS sul mondo dei data center, il nostro Adam Leventhal fornisce una prospettiva tecnica decisamente più completa in Communications of the ACM: Flash Storage Memory. Una lettura davvero consigliata...

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venerdì giu 20, 2008

Un fuoco non di paglia

Esistono solo due tipi di dispositivi di storage: quelli che hanno avuto dei guasti e quelli che stanno per averne. Questa è l'opinione che la maggior parte dei data center manager ha dei dispositivi meccanici tradizionali. Tutte le unità disco subiscono guasti, ma quelle più economiche si guastano più in fretta.

Se il periodo medio prima di un guasto è di cinque anni, il vostro laptop personale se la cava con sporadici backup. Ma nel caso di una media impresa, con 100, 1000, 10 000 o persino 100 000 unità disco individuali, i guasti si verificano con scadenza quotidiana, se non addirittura oraria. È inevitabile che i dispositivi meccanici si guastino.

E i guasti comportano il rischio di perdere i dati. Non serve usare dischi generici per risparmiare $ 500 000, se poi si è costretti a pagare una multa di $ 50 000 000 per la violazione delle norme sulla conservazione dei dati. Transazioni finanziarie, immagini mediche e film sono solo alcuni esempi di situazioni che richiedono dati in condizioni perfette. Non può esservi un punto decimale o un pixel fuori posto.

Per questi motivi, anni fa, Sun ha inventato una piattaforma di storage chiamata ZFS. ZFS si basa su un principio importante, ovvero che un sistema affidabile debba essere realizzato a partire da componenti inaffidabili. Utilizzando cicli di elaborazione in eccedenza, ZFS esegue costantemente verifiche di integrità, evitando il danneggiamento dei dati. Con ZFS, i clienti possono utilizzare i dischi più economici e i sistemi più semplici, ottenendo un'eccezionale integrità dei dati e straordinarie riduzioni di costi e complessità.

Ma ora esiste una nuova alternativa: la memoria Flash, che molti conoscono sotto forma di memory card utilizzate per telefoni, iPod o fotocamere digitali. La memoria Flash legge e scrive dati in modo veloce, come la DRAM (i chip di memoria dei computer). Il suo prezzo si colloca esattamente a metà tra quello delle DRAM e quello delle unità disco tradizionali. Ma a differenza delle sue alternative, la memoria Flash non richiede alcuna alimentazione per memorizzare i dati. E visto il continuo aumento del prezzo dell'energia elettrica in tutto il mondo, far girare 10 000 unità disco a migliaia di rpm può costare in elettricità quanto il costo stesso dello storage. L'alimentazione è divenuta il fattore dominante nelle decisioni su hardware ad alta scalabilità e la memoria Flash è destinata a rivoluzionare il settore.

In passato erano due gli ostacoli principali all'utilizzo di Flash nelle aziende.

Il primo era il costo. Un gigabyte di Flash è più costoso di un gigabyte di un'unità disco comparabile. Tuttavia, con l'aumento del costo dell'elettricità (e il calo dei prezzi della memoria Flash), il costo relativo di Flash per gigabyte disponibile sta rapidamente migliorando. Ricordate, le unità disco devono essere alimentate per poter essere disponibili. E sebbene un gigabyte di un'unità meccanica sia più economico di un gigabyte di memoria Flash, quest'ultima offre una velocità di lettura e scrittura superiore di almeno un ordine di grandezza, per cui il costo per gigabyte servito è eccezionalmente basso.

La semplice introduzione di Flash come ulteriore livello di storage in un data center non è però un'effettiva opportunità, poiché aggiunge nuovi costi e problemi di gestione. Per una vera rivoluzione del settore, l'aggiunta di Flash deve essere completamente trasparente per utenti e operatori, senza costi operativi o di migrazione. E questo è esattamente ciò che offriamo mediante ZFS. ZFS incorporerà Flash in maniera trasparente nella gerarchia di storage di un sistema in esecuzione, che userà la cache del microprocessore per le operazioni più sensibili alle prestazioni, per poi passare alla DRAM, a Flash, alle unità disco (e infine alle unità nastro). ZFS consentirà alla memoria Flash di unirsi alla DRAM e ai dischi generici per formare un pool ibrido utilizzato automaticamente per ottenere i migliori livelli di costo, prestazioni ed efficienza energetica. In breve, i nostri sistemi di storage e server diventeranno enormemente più veloci, senza alcun upgrade al microprocessore. Aggiungere Flash sarà come aggiungere DRAM: una volta presente, non richiederà nuove pratiche di amministrazione, ma offrirà semplicemente nuova capacità.

Questa è una delle ragioni per cui siamo così entusiasti riguardo a Flash: il costo per gigabyte disponibile servito (ovvero il costo operativo totale dello storage) scende notevolmente grazie alla presenza di Flash, soprattutto per applicazioni intensive in fatto di dati o prestazioni (come MySQL, Postgres, Oracle o SQL Server). Con i sistemi correttamente disegnati, Flash può fornire notevoli miglioramenti economici e di prestazioni. Inoltre, grazie all'arrivo dell'hypervisor xVM di Sun potremo eestendere questi vantaggi a qualsiasi sistema operativo ospitato (usando xVM, anche gli operatori Windows possono accedere ai vantaggi di ZFS+Flash).

Il secondo problema è più spinoso: sebbene la memoria Flash possa essere letta un infinito numero di volte, la scrittura su Flash può causarne il danneggiamento dopo alcune centinaia di migliaia di operazioni. È ovvio che su una fotocamera digitale nessuno raggiungerà 500 000 operazioni di scrittura, ma ciò potrebbe accadere in un ambiente aziendale. Cosa si può fare?

Ancora una volta, ZFS risolve il problema.

ZFS tratta la memoria Flash come ogni altro supporto di storage (ricordate: tutti i dispositivi di storage subiscono guasti) e gestisce l'integrità dei dati a prescindere dalle cause del danno, siano essi problemi al motore del disco rigido, un elevato numero di operazioni o un martello pneumatico. Anche algoritmi sempre più sofisticati contribuiscono a massimizzare la durata di vita delle memorie Flash, distribuendo le attività di scrittura per evitare guasti critici. Ma il vantaggio principale è che con ZFS al timone, il troppo utilizzo non rappresenta un problema (su dischi rigidi come su Flash: entrambi, dopo tutto, hanno limiti di logoramento).

Sono queste le premesse dell'approccio dei sistemi Sun allo storage open. Integreremo ZFS, memoria Flash ed eccezionali innovazioni di hardware/chip per garantire dispositivi server e di storage "general purpose" con prestazioni elevate e basso consumo energetico, accelerando ogni software eseguito sui nostri sistemi SPARC o x86 (gli utenti di MySQL, in particolare, vedranno un cambiamento notevole). Il tutto a un costo ridottissimo rispetto al normale prezzo dello storage NAS proprietario. I nostri primi sistemi Flash saranno disponibili alla fine dell'anno.

Come vi aspetterete, ZFS e tutti i software integrati saranno gratuiti senza supporto commerciale: OpenSolaris, ZFS, MySQL e Postgres sono già disponibili (fate clic sull'immagine a sinistra per ottenere un CD gratuito o date un'occhiata alla versione di ZFS rilasciata da Apple in Mac OSX). Le entrate relative al software giungeranno dalle aziende che sceglieranno di acquistare il supporto tecnico di Sun per le distribuzioni mission critical. Per quanto riguarda l'hardware, invece, i programmi Try and Buy di Sun consentono a partner e clienti di ordinare uno dei nostri sistemi per un periodo di prova gratuito di 60 giorni. Se ne sono soddisfatti, lo acquistano. Se no, pagheremo noi le spese per la restituzione.

Se da quanto detto non fosse ancora chiaro, siamo certi che Flash non sia affatto un fuoco di paglia. Con il continuo aumentare del prezzo dell'elettricità e il costo di Flash in rapido calo, l'unione di Flash, ZFS e un'effettiva innovazione dei sistemi avrà un impatto sull'economia dei data center persino maggiore di quello della virtualizzazione.

È davvero importante.


AGGIORNAMENTO: avrete notato che è comparsa una nuova azienda nell'elenco dei partner OEM che già comprende Intel, IBM e Dell con supporto di Solaris (e quindi ZFS): questa mattina abbiamo ufficialmente annunciato l'aggiunta di Fujitsu-Siemens. Congratulazioni a tutte le parti in causa...

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giovedì giu 12, 2008

La crescita nel P7 (e non soltanto nel G7)

Gli standard de facto sono gli unici standard che contano.

Si tratta di un'affermazione forse lapalissiana nel mondo della tecnologia: enti preposti ad emanare normative in materia di standard e i dipartimenti ministeriali possono fare del loro meglio ma, a conti fatti, il vero fattore discriminante per l'adozione degli standard è la forza dei grandi numeri. Quasi sempre l'ubiquità vince sulle normative.

A questo proposito, qualche tempo fa ho fatto parte di un panel impegnato ad analizzare l'impatto della tecnologia sulle economie in più rapido sviluppo (spesso identificate dalla sigla "BRICA", vale a dire Brasile, Russia, India, Cina e Africa).

Uno degli speaker ha sottolineato un interessante cambiamento che interessa il settore dei media tradizionali: le aziende occidentali hanno iniziato a guardare con sempre maggior attenzione i Paesi in via di sviluppo. E il motivo del loro interesse non va ricercato tanto nella crescita del PIL quanto piuttosto nei parametri demografici. Teenager e giovani di poco più di vent'anni sono i maggiori acquirenti di prodotti multimediali al mondo e spendono una parte maggiore del loro reddito rispetto a ogni altra fascia d'età per l'acquisto di musica, film e intrattenimento. Inoltre, la maggior parte delle persone che rientra in questo profilo demografico vive, per definizione, nei centri di popolazione situati non negli Stati Uniti, nel Regno Unito o in Germania, ma nei Paesi dell'area BRICA. Nel complesso, la popolazione di questa regione costituisce quasi la metà di quella del mondo intero. Considerate l'analisi Ovum, tratta dal New York Times e illustrata a destra, da un punto di vista di crescita del business per il settore dei media e tenete presente che, su scala mondiale, il numero di utenti che accede a Internet dal cellulare supera quello degli utenti connessi tramite PC.

L'impatto del cambiamento del potere d'acquisto non interesserà soltanto i media tradizionali. Il settore del software può essere considerato alla stregua di quello dei media e, dal punto di vista tecnico, questi due settori hanno conosciuto una totale convergenza (un file digitale è pur sempre un file digitale, sia che si tratti di OpenSolaris, MySQL, di un nuovo video di Jay Chou o di un servizio sul cricket). L'infrastruttura necessaria per distribuire questi contenuti (server, networking, software per infrastrutture e storage) è concepita in misura sempre maggiore per soddisfare le esigenze dei consumatori: il segmento "business to consumer" (B2C) del mercato IT cresce a un ritmo nettamente superiore rispetto al segmento "business to business" (B2B). Dove sorgerà il maggior mercato per queste infrastrutture di network computing? Per definizione dove si trovano i mercati, ossia in prossimità dei consumatori (oltre la metà dei quali attualmente risiede in centri urbani, aree in cui la copertura dei servizi di reti mobili è adeguata). Se il B2B ha costretto il settore IT a orbitare nei pressi dei centri economici (il G7), il B2C pone l'accento su consumatori e centri di popolazione (il P7?). Si tratta senza dubbio di un mutamento radicale.

Tenendo conto di questo scenario, ho deciso di apportare alcune modifiche rilevanti all'organigramma di Sun, incentrando leadership e risorse in due nuove aree.

Innanzitutto, come molti all'interno di Sun già sanno, ho annunciato l'ingresso nel mio team di Lin Lee, al quale ho affidato l'incarico di gestire i rapporti con governi e ONG in tutto il mondo. Operando da Shanghai, Lin sosterrà la vision di Sun relativa ad un'infrastruttura di rete sostenibile, in grado di abbracciare open source e document format per favorire l'efficienza dei data center. Questa strategia ha già raccolto ampi consensi nelle economie emergenti. Il principale compito di Lin sarà aiutare studenti, università e governi a ridurre le barriere che ostacolano lo sviluppo delle opportunità locali.

Oggi inoltre ho annunciato la nomina di Peter Ryan, che risponderà direttamente a me e si occuperà dell'organizzazione Global Sales and Services di Sun. Peter ha integrato nel suo team una nuova area commerciale, Emerging Markets, affidandone la direzione a un nuovo responsabile, Denis Heraud. L'area Emerging Markets è rappresentata dalle economie in rapido sviluppo (inclusi i Paesi dell'area BRICA) e opererà in condizioni paritarie con Nord America, Europa e Asia. Solo nell'ultimo trimestre il volume d'affari Sun nell'area BRICA ha fatto segnare una crescita a due cifre. L'introduzione di questa nuova area commerciale punta ad accelerare ulteriormente la crescita tramite l'adozione di strategie mirate, l'utilizzo di risorse e il contributo di una solida leadership.

Peter (che soltanto lo scorso weekend mi ha rivelato di aver iniziato la carriera come mainframe systems engineer!) prende il posto di Don Grantham. (Don ha lasciato Sun per aiutare HP a"secure a Solaris license" prima della conclusione dell'acquisizione di EDS...)

Negli ultimi tempi, le economie in rapido sviluppo hanno iniziato a far sentire il proprio peso nello scenario degli standard IT tradizionali, dimostrando la loro risolutezza nell'adozione e nell'implementazione di software gratuito/open source. Non sorprende affatto, quindi, che i Paesi in rapida crescita siano tra i più sensibili ai temi dello sviluppo tecnologico sostenibile: 100 000 000 di nuovi utenti di PC, ciascuno dei quali richiede 200 watt, senza dubbio spianano il cammino al progresso economico e sociale, al costo di nuove centrali a carbone per un totale di ~20 Gigawatt. È proprio per questa ragione che i nostri nuovi desktop SunRay, ciascuno con un consumo energetico di 4 watt, hanno suscitato un notevole interesse nei Paesi in via di sviluppo (così come nei Paesi sviluppati).

Inutile nascondersi: stiamo focalizzando la nostra attenzione sulle economie in via di sviluppo perché è proprio lì che il software gratuito, e il business di Sun, sono in più rapida ascesa. Quali sono le aree in cui la distribuzione di OpenOffice è più consistente? Proprio quelle in cui un risparmio di 300 dollari a desktop fa la differenza.

Non c'è da sorprendersi se le economie emergenti nutrono una vera passione nei confronti degli standard aperti: in ultima analisi saranno proprio i cittadini di quei Paesi a divenire arbitri delle più importanti decisioni al mondo.

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venerdì mag 23, 2008

Trasparenza e scelte

Non molto tempo fa, ho incontrato il CEO di una Media Company. Si proclamava orgoglioso del valore sociale della sua organizzazione, in cui un team globale di giornalisti brillanti trasmette notizie al mondo.

Mi ha chiesto cosa mi rendesse orgoglioso di lavorare IN Sun. Tra le altre cose, ho risposto di essere particolarmente orgoglioso del ruolo di Sun nell'assicurare la diffusione delle notizie. "Dopotutto", ho detto, "le nostre tecnologie consentono ai giornalisti di preparare i loro resoconti e svolgiamo un ruolo centrale nella presentazione delle notizie in rete". Non nascondo la mia soddisfazione per il ruolo di Sun nel rendere il mondo un luogo più aperto e trasparente.

Al di là dei confini del giornalismo professionale, la rete svolge un'utilità sociale per i cittadini di tutto il mondo, che contribuiscono al boom della trasparenza con fotocamere digitali, telefoni cellulari, blog ed e-mail. Nel mondo in cui viviamo, i successi e i fallimenti sono visibili in maniera istantanea. La luce del sole non solo è un potente disinfettante, ma funziona anche come efficiente rete di protezione. Non possiamo risolvere i problemi che non conosciamo, ma una volta consapevoli che qualcosa non va, anche i più piccoli tentativi per raggiungere una soluzione, amplificati dalla propagazione in rete, possono fare la differenza.

Negli scorsi giorni, il mondo ha assistito al terremoto in Cina, che ha provocato la morte e la dispersione di decine di migliaia di persone. La tragicità dell'evento è stata percepita in modo particolare qui nella baia di San Francisco, dove si trova la sede centrale di Sun. Infatti, al di là di colleghi, amici e familiari, in passato tutti noi abbiamo dovuto affrontare traumi personali causati da terremoti. Il ciclone che ha colpito la Birmania ha fatto scaturire le stesse riflessioni tra quelli di noi che hanno vissuto gli uragani di New Orleans, in Louisiana.

Ma il mondo sta diventando sempre più trasparente. Qualsiasi contributo, da uno a un milione di dollari, se sommato al resto del mondo può fare la differenza.

Ecco perché ho deciso di inviare fondi personali a supporto delle organizzazioni di soccorso che presteranno aiuto alle vittime.

Vi incoraggio a fare la stessa scelta.

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giovedì mag 22, 2008

JavaFX: piattaforma per applicazioni RIA (Rich Internet Application)

JavaOne si è conclusa venerdì 9 maggio di fronte a un pubblico composto da esponenti di ogni settore, provenienti da tutto il mondo: elettronica, videogiochi, enterprise IT, spaziale, automobilistico, automazione, universitario (proprio come la rete, Java ha qualcosa da offrire a tutti, ovunque).

L'annuncio dell'anno ha avuto come tema il ruolo assunto da Java nel futuro delle applicazioni RIA. Che cos'è un'applicazione RIA? Dipende dal punto di vista. A mio parere ogni applicazione connessa alla rete, che sia esterna a un browser e che funziona anche quando l'utente è scollegato da Internet è un'applicazione RIA.

D'altra parte, direi che Java è da sempre un'applicazione RIA, prima ancora che il termine fosse diffuso. Le prime applet Java fornivano interattività, ma a fronte diuna complessità di sviluppo e, nella fase iniziale, a spese delle prestazioni. In realtà sarebbero bastati un browser e, in tempi più recenti, Javascript.

Le applicazioni basate su browser oggi hanno superato i limiti relativi a complessità e prestazioni e i content owner cercano di raggiungere livelli di coinvolgimento sempre più sofisticati (con video in HD o soluzioni di interattività avanzate). Gli sviluppatori chiedono una svolta. Il browser è un modello di programmazione facilmente accessibile, ma debole per l'implementazione di applicazioni RIA/disconesse.

Uno dei motivi che contribuisce allo sviluppo di applicazioni RIA è l'evoluzione dei business model; molte aziende che sono impegnate nel settore cercano infatti l'indipendenza da motori di ricerca e browser, le cui impostazioni predefinite (e relative società proprietarie) costituiscono una minaccia competitiva. Si fa sempre più pressante la richiesta di applicazioni installate localmente, in grado di creare un coinvolgimento diretto, intenso e continuo con i consumatori. Nessuno desidera pagare per poter incontrare i propri clienti.

Quando abbiamo deciso di reinventare la piattaforma Java abbiamo registrato una richiesta compatta nella tipologia di requisiti desiderati. E non solo da parte di chi compila i codici, ma anche di personaggi sportivi che cercano un contatto diretto con i loro fan, Media Company che desiderano bypassare le impostazioni predefinite dei browser, artisti, aziende e produttori di dispositivi aziendali. Questo perché tutti cercano un rapporto diretto e originale con i consumatori tramite la rete. Le richieste di questo pubblico combaciano con i requisiti della piattaforma RIA, poiché parlano di una tecnologia che:

  • Raggiunga qualunque utente Internet su desktop, cellulare e nuovi dispositivi.

  • Offrira prestazioni eccellenti e la possibilità di coinvolgere nel processo di progettazione professionisti creativi.

  • Utilizzi le competenze e l'infrastruttura aziendale esistenti.

  • Sia gratuita e open source.

  • Offra ai contetn owner il controllo e la proprietà dei loro dati.

La settimana scorsa, nel corso di JavaOne, abbiamo analizzato tutti questi punti. Ecco il risultato:

Punto uno: gli sviluppatori RIA desiderano raggiungere tutti i consumatori e dispositivi possibili.

Perché? Perché il mercato sta di fronte ai consumatori, indipendentemente dallo schermo che usano. Desktop, telefoni cellulari, strumenti di navigazione satellitare, libri digitali, non fa differenza. Il mercato è su qualunque schermo, non solo quello del PC.

Detto ciò, la popolarità di Java tra gli utenti di PC è cresciuta in pochi anni, come dimostrano i dati: di download da 40 a 50 milioni di nuovi runtime Java mensili scaricati e più di un miliardo di aggiornamenti all'anno. La diffusione della piattaforma Java supera quella di Microsoft Windows. JRE (Java Runtime Environment) di Sun è precaricato su quasi ogni macchina Windows (HP, Dell, Lenovo, ecc.), ma anche su desktop Apple Macintosh, Ubuntu, Fedora, SuSe, Solaris e OpenSolaris. Inoltre, è presente su miliardi di dispositivi wireless e mobili, dai navigatori satellitari per auto ad Amazon Kindle (sapevate che è una piattaforma Java?).

Questo significa che la piattaforma Java raggiunge più persone di qualsiasi altra tecnologia software al mondo.

Punto due: gli sviluppatori RIA desiderano prestazioni, funzionalità e semplicità.

Perché? Perché i proprietari di contenuto e gli sviluppatori di applicazioni desiderano coinvolgere nel processo i consumatori, ma anche artisti e professionisti creativi.

Nel corso degli anni il rapporto di Java con la semplicità non è stato perfetto per questo i nostri team hanno riscritto il modello di applet allo scopo di creare un ambiente runtime Java (la versione beta è disponibile qui) con tempi di caricamento della pagina web velocissimi, con prestazioni eccezionali nonostante la complessità dell'interazione e facilmente accessibile da tutti i consumatori. Anche la lingua di compilazione di Java, lo script JavaFX, è stata semplificata per consentire ai professionisti della creatività di collaborare con gli sviluppatori per realizzare esperienze d'uso inedite, prendendo parte a una catena di creazione (dalla progettazione dell'interazione alla manipolazione dei pixel) che vede l'apporto di designer e artisti digitali.

E siamo lieti di comunicare che abbiamo risolto il problema di installazione nel desktop, con possibilità di estrarre le applet JavaFX dalla pagina web tramite una semplice operazione di drag and drop (per una dimostrazione fate clic sull'immagine sotto). Gli sviluppatori hanno adesso la possibilità di ignorare il browser e di installare le applicazioni sui desktop con una semplice operazione; dopo che l'applicazione è stata rilasciata sul desktop, i content owner avranno una relazione diretta con i consumatori.

Vi sarete forse accorti che stiamo aggiungendo a Java codec audio e video di qualità elevata per ogni piattaforma in uso, colmando un'altra lacuna per gli sviluppatori RIA e supportando contenuto multimediale time-based (fate clic qui per la demo di high performance video).

Punto tre: nel passaggio a RIA le aziende desiderano riutilizzare le competenze e gli asset Java esistenti.

Quasi ogni azienda impiega programmatori competenti in Java, che rimane il linguaggio Internet numero uno, insegnato nel mondo e presente nelle infrastrutture aziendali di tutto il mondo. Con lo spostamento dell'attenzione da parte delle aziende verso un coinvolgimento dei consumatori attraverso le piattaforme RIA, l'utilizzo dei sistemi già esistenti e delle competenze acquisite offrono alla comunità Java la capacità di creare nuove applicazioni a partire da fondamenta preesistenti, piuttosto che cercare di sostituirle.

Questa familiarità consente a team di sviluppatori e aziende di venire a contatto con i clienti, senza disturbare la divisione IT con la richiesta di nuovi requisiti di infrastruttura (gli sviluppatori JavaFX si collegano all'infrastruttura aziendale esistente, piuttosto che richiedere nuovi sistemi per applicazioni RIA).

Punto quattro: gli sviluppatori RIA desiderano piattaforme gratuite e open source.

Perché gratuite? Per non legare le applicazionia royalty, né utilizzare tecnologie che predefiniscono dove i consumatori si potrebbero presentare. Le comunità di sviluppatori non nascono attorno al codice chiuso come accade per le comunità di utenti. In questo caso sono le scelte e l'adozione degli sviluppatori a definire il mercato RIA più ampio possibile. Come tutte le piattaforme Sun, JavaFX sarà open source, disponibile e rilasciato tramite licenza GPL (v2).

E se pensate che la comunità open software si limiti a un gruppo di tatuati col pizzetto vi sbagliate, perché sempre più nazioni emergenti autorizzano l'adozione di software aperto e gratuito nelle loro strutture governative. Perché? Per proteggere la libertà di scelta e creare opportunità “indigene”; non ci sono motivi per creare dipendenze da software proprietario se è possibile evitarlo.

Infine: il vero valore del Web 2.0 sono i dati, non l'applicazione. E si tratta di dati VOSTRI.

Se avete osservato con attenzione il social media space come lo abbiamo fatto noi, avrete senz'altro compreso il valore dell'interazione e degli obiettivi nella costruzione di business in rete. Conoscere il modo in cui gli utenti utilizzano i vostri prodotti, siano essi una squadra di cricket inventata o un'applicazione bancaria, permette di sviluppare modelli aziendali innovativi, servizi di valore superiori, pubblicità maggiormente mirate. Il confronto con i dati permette di prendere decisioni consapevoli, perseguire una creazione di valore efficiente e in definitiva raggiungere un CPA superiore.

Ma molte applicazioni RIA si perdono nel nulla una volta create e implementate. Gli sviluppatori che lasciano il confine del browser perdono l'accesso alle informazioni sull'attività degli utenti o devono affidarsi a provider che si inseriscono nel flusso di dati. E spesso questi provider e gli sviluppatori sono concorrenti.

Tramite il progetto Project Insight, la piattaforma Java verrà impiegata per consentire agli sviluppatori di raccogliere i dati generati dal contenuto RIA. È bene che gli sviluppatori JavaFX si concentrino sui loro modelli, piuttosto che potenziare quelli degli altri.

_______________________

Che cos'ha Sun da guadagnare dal successo di JavaFX?

Innanzitutto, per Sun il successo di JavaFX è preferibilerispetto all'adozione di piattaforme altrui (si chiama "valore dell'opzione positiva"); oltre al discorso dell'infrastruttura proprietaria su cui la piattaforma è eseguita (quella delle applicazioni RIA dispone di back-end Internet completi). E nel mondo RIA tutte le opzioni saranno sempre gratuite, quindi non è il prezzo a vincere.

Dal mio punto di vista la piattaforma vincente sarà quella che permetterà agli sviluppatori di essere liberi di seguire mercati, opportunità e clienti scelti da loro, non dai fornitori. E noi di Sun sappiamo esattamente come lasciare libertà agli sviluppatori. Fa parte della nostra costituzione genetica.

Informazioni per gli sviluppatori sono disponibili presso JavaFX.com. E non scordate di dare un'occhiata a NetBeans, che proprio come Java inizia a rivoluzionare il mondo libero...

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venerdì mag 16, 2008

OpenSolaris, Amazon, MySQL e Glassfish... le nubi si diradano

Nel corso dei recentissimi forum annuali per sviluppatori CommunityOne e JavaOne, abbiamo fatto degli annunci molto importanti. Colgo quindi l'occasione per sottolinearne almeno un paio.

Abbiamo infatti annunciato la prima versione commerciale di OpenSolaris, rivolta agli sviluppatori e ai team di sviluppo avanzati (non ai consumatori...). OpenSolaris è pensato per gli sviluppatori che vogliono liberarsi dai modelli di software proprietario e che considerano l'innovazione e l'automazione dei sistemi operativi come una fonte di vantaggio competitivo.

Se Solaris 10, il fratello maggiore di OpenSolaris, è pensato per i dipartimenti IT che antepongono la stabilità carrier-grade all'innovazione continua, OpenSolaris si rivolge a un pubblico completamente opposto, fatto di sviluppatori che, dall'high performance computing al social networking, sistemi di elaborazioni ad alte prestazioni alle reti sociali, prediligono un repository in continua evoluzione e costantemente aggiornato dalle innovazioni delle community (e dal rollback automatizzato basato su ZFS) rispetto ad uno con caratteristiche costanti. Andate su OpenSolaris.com e scaricate una copia gratuita, oppure fate clic sul logo OpenSolaris per ricevere gratuitamente un CD di avvio. O se volete un modo più semplice di provarlo... andate su Amazon!

Abbiamo anche annunciato una partnership con Amazon, tramite cui abbiamo reso disponibili OpenSolaris, MySQL e Glassfish grazie al supporto commerciale dell' elastic cloud computing di Amazon. Per come la vedo io, si tratta di un cambiamento radicale nel settore: il database più diffuso al mondo diventa disponibile ed è supportato commercialmente come un servizio di cloud computing. Si tratta del container Java con la crescita più rapida nonché di una versione di OpenSolaris ridefinita per soddisfare le nuove esigenze mondiali.

Il settore del software tradizionale, che è in passato è stato rivoluzionato dall'open source e dal software come servizio, sta vivendo una terza fase di cambiamento... quella dell'infrastruttura come servizio.

Sembra proprio che le nubi si stiano diradando.

(Ripeto, se volete ricevere una copia di OpenSolaris su un CD di avvio, vi basta fare clic sul logo OpenSolaris qui sopra.)

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lunedì mag 12, 2008

Il terzo trimestre

Giovedì primo maggio abbiamo annunciato i risultati del nostro terzo trimestre dell'anno fiscale. Purtroppo non erano esattamente quelli che avremmo voluto.

Come potete notare nel comunicato stampa, nel terzo trimestre abbiamo raggiunto 3,267 miliardi di dollari di fatturato, praticamente lo stesso dell'anno scorso. Su questo fatturato abbiamo registrato una perdita GAAP di 4 centesimi (che corrisponde al costo associato all'acquisizione di MySQL, completata nel trimestre), realizzando quindi un profitto di circa 320 milioni di dollari.

L'aspetto negativo del trimestre è costituito dal fatturato negli Stati Uniti, che si è ridotto anno su anno di quasi il 10%: un notevole peggioramento per un mercato che di norma contribuisce per il 40% al nostro fatturato totale. Gli aspetti positivi del trimestre sono stati il risultato in India, un aumento del 30% anno su anno e i nostri sistemi Niagara basati sul chip multi-threading, che sono cresciuti (fatturazioni) del 110%.

Nonostante una crescita in 12 dei 16 mercati in cui operiamo, la flessione nell'economia più grande del mondo (e la più ampia nel portafoglio Sun) non è facile da controbilanciare. Non siamo perciò cresciuti a livello aziendale.

Nonostante un'economia debole negli Stati Uniti, vediamo ancora opportunità e crescita nel resto del mondo. Sicuramente, alla luce dei risultati del trimestre faremo alcune modifiche, ma non alla nostra visione o alla direzione strategica: l'infrastruttura di rete è in continua evoluzione nel mondo, gli sviluppatori continueranno a definirne l'architettura e la domanda e noi continueremo a posizionarci in modo da guidare e acquisire il mercato.

Premesso questo, risponderò ad alcune domande:

Cosa è accaduto negli Stati Uniti?
Verso la fine del trimestre abbiamo notato un rallentamento piuttosto evidente fra i clienti più piccoli e nei sistemi di maggiori dimensioni (come server aziendali e grandi librerie su nastro). Come ricorderete, siamo usciti dal secondo trimestre con una situazione positiva e grande entusiasmo. Il feedback dei clienti indicava che eravamo sulla strada giusta, quindi siamo rimasti tutti sorpresi a inizio marzo nel notare che gli ordini iniziavano a rallentare.

Per quale motivo i grandi sistemi hanno rallentato?
Sembra illogico, ma i sistemi e gli ordini più grandi rallentano più facilmente dei piccoli acquisti. La vendita di sistemi e storage a una grande organizzazione normalmente è un ciclo lungo, con un processo di implementazione che richiede tempo (i sistemi non vengono attivati il giorno della consegna). Un'attesa di qualche settimana è quindi prevedibile, sia per il timore legato alla crisi dei mutui negli Stati Uniti o perché il CFO dell'azienda ha deciso di sospendere temporaneamente gli investimenti.

Non dimenticate inoltre che la nostra attività offre un portafoglio comprendente sia servizi di formazione e blade di fascia bassa e ad alta crescita, sia software di infrastruttura e sistemi aziendali di fascia alta e con crescita più lenta. Non offriamo un unico sistema o prodotto per qualsiasi carico di lavoro, ma un portafoglio di opzioni.

Quali modifiche adotterete per continuare a crescere?
Continueremo a diversificare la nostra attività: geograficamente e, con l'introduzione delle nostre iniziative Open Storage la settimana scorsa e acquisizioni come MySQL e Vaau, muovendoci nei mercati adiacenti.

Abbiamo inoltre annunciato un piano di ristrutturazione con cui potremo apportare riduzioni mirate nelle spese operative. Come risultato, elimineremo fino a 2500 posti di lavoro.

In altri termini, stiamo procedendo con prudenza e sicurezza concentrandoci sulle opportunità di crescita e sulla creazione di una struttura di costi in linea con il nostro modello di business. Come già prima d'ora, abbiamo preso decisioni in entrambi i sensi, investendo e disinvestendo.

Le aziende in evoluzione non smettono mai di scegliere.

Dove si è evidenziata la crescita nel trimestre?
In 12 dei 16 mercati in cui operiamo, inclusi India (fino al 30%), Brasile (fino al 20%), Cina, Russia, Medio Oriente e Canada, per citarne solo alcuni. In generale, il mondo continua a considerare la tecnologia come una fonte di crescita, automazione ed efficienza. Persino la nostra attività a Wall Street è aumentata nell'ultimo trimestre.

Per quanto riguarda i prodotti, il nostro impegno per l'efficienza energetica continua a dare frutti, con una crescita dei sistemi Niagara (fatturazioni) del 110% anno su anno e i nostri sistemi blade più recenti (AMD, Intel e SPARC) che mostrano un'espansione ancora più elevata. Il team MySQL ha ottenuto una grande crescita nel trimestre e il fatturato dei servizi è aumentato del 3% (ovviamente, la grande maggioranza riguarda il software). Le fatturazioni per lo storage su disco sono cresciute del 6%.

Il fatturato posticipato relativo ai prodotti mostra di nuovo un aumento apprezzabile, oltre il 25%, ed è riferibile ai sistemi di fascia alta e alle configurazioni più complesse, con margini di profitto lordo superiori alla media aziendale. Il fatturato posticipato relativo ai servizi è invece in calo, probabilmente a causa della transizione ERP che ho ricordato in precedenza (ci attendiamo di recuperare nel quarto trimestre).

Cosa non è andato bene?
I sistemi enterprise, che erano cresciuti molto bene nei primi due trimestri (20% e 8%, rispettivamente), sono calati nel terzo trimestre e per motivi non specificamente attribuibili alla concorrenza. Abbiamo ottenuto prestazioni eccellenti sui sistemi APL realizzati con Fujitsu, rafforzando la collaborazione. Anche le librerie su nastro hanno evidenziato un calo, nonostante le forti vendite dei supporti.

Considerate le dimensioni di entrambe queste voci, le nostre attività di fascia bassa a maggiore volume di vendite non sono state in grado di coprire il rallentamento mostrato da questi sistemi di fascia alta con volumi di vendite inferiori.

Perché non smettete di distribuire il software?

Perché attribuiamo grande importanza all'adozione desoftware da parte degli sviluppatori. Lasciatemi fare un esempio.

La settimana scorsa abbiamo notato che una media company di profilo particolarmente elevato è riuscita a raccogliere finanziamenti considerevoli. Questa azienda non rientrava fra quelle che stavamo osservando. Ho inviato una nota al nostro direttore vendite chiedendogli se avessimo contattato l'azienda, dato che la raccolta di fondi faceva riferimento a una costruzione dell'infrastruttura in crescita.

Mi ha risposto di no, ma anche aggiunto che avrebbe provveduto immediatamente. Abbiamo infine scoperto che l'infrastruttura dell'azienda si basava interamente su MySQL.

Quindi, prima del nostro arrivo, prima che ci impegnassimo e prima che l'azienda iniziasse a realizzare un'infrastruttura di grandi dimensioni, il team MySQL si era già aggiudicato il progetto in anticipo sulla concorrenza dei produttori di software proprietario. Cosa sarebbe accaduto se avessero dovuto pagarci in anticipo? Indipendentemente dalle caratteristiche offerte, non avrebbero utilizzato il prodotto: startup e sviluppatori non pagano per il software. Ma la domanda in realtà è un'altra: quanto avremmo dovuto pagarli affinché selezionassero MySQL rispetto ad alternative proprietarie prima di iniziare un'espansione massiccia?

È un'ottima domanda. Non li abbiamo pagati, il team MySQL si è guadagnato la loro preferenza.

Ora acquisteranno una licenza? Probabilmente no, ma ci troveremo in un'eccellente posizione quando loro, come Facebook o Nokia o il New York Times, decideranno di farlo. Nel frattempo questa referenza non ha alcun costo per noi. Stamattina mi trovavo in compagnia di un gruppo di startup allo StartupCamp e ho chiesto quanti di loro *non* utilizzassero software gratuito... nessuno ha alzato la mano. Perché ci siamo concentrati sulle aziende startup? Perché la nostra attenzione è rivolta a tutti gli sviluppatori, in aziende grandi e piccole.

Come vi sentite rispetto ai concorrenti?
Bene... abbiamo analizzato il rallentamento degli ordini negli Stati Uniti e la concorrenza non si è rivelata la nostra preoccupazione principale. La questione fondamentale del trimestre è stata la mancata emissione di ordini, non certo il loro ottenimento da parte dei concorrenti. Siamo più esposti al mercato degli Stati Uniti e potenzialmente agli acquisti discrezionali (anche se non ritengo che i server siano più discrezionali dello storage, dato che stanno convergendo). Avnet, uno dei nostri grandi distributori, ha avuto un'esperienza simile negli Stati Uniti.

Perché non avete preannunciato i risultati del trimestre?
Al momento dell'annuncio desideravamo essere sicuri di avere a disposizione le cifre definitive e volevamo essere certi del fatto che il piano per regolare la struttura dei costi procedesse. Considerando che ci troviamo nel pieno di una transizione ERP, stavamo ancora finalizzando il lavoro a fine aprile. Inoltre era necessario riesaminare il piano di ristrutturazione per l'esercizio 2009 all'interno del consiglio di amministrazione, prima di poterlo rendere pubblico. Abbiamo dato l'annuncio appena il piano è stato esaminato e approvato dal consiglio di amministrazione.

In che modo avete subito perdite rispetto al profitto dello scorso anno?
Dunque, senza addentrarci nella contabilità GAAP, abbiamo generato notevole liquidità nel trimestre (oltre 320 milioni di dollari), e il passaggio dalla liquidità all'utile GAAP implica numerose voci associate alla contabilità delle acquisizioni, all'ammortamento dell'avviamento, al pagamento delle imposte e alle spese per le stock option su base non-cash, che
nel complesso, hanno raggiunto un valore di spesa pari a 22 centesimi.

State riacquistando le vostre azioni?
Non rilasciamo commenti sui piani di buy back, ma riferiremo di eventuali acquisti potenziali alla fine del trimestre.

Quando si può ipotizzare una ripresa negli Stati Uniti? Il malessere si diffonderà nel resto del mondo?
Sun si occupa di innovazione in rete, non di previsioni sull'economia globale.

Con questo spero di avere comunicato in modo più chiaro il senso delle nostre dichiarazioni e impressioni. Concludo con una domanda particolarmente interessante...

"Per quale motivo il CEO di Sun perde tempo a scrivere un blog?"
Perché ritengo fondamentale chiarire bene le nostre strategie e attività, non solo una volta all'anno con il rapporto annuale. Sono convinto che la chiarezza sulla nostra strategia sia utile per tutti: azionisti, clienti, partner e dipendenti.

Nei momenti buoni e in quelli più impegnativi.

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Dichiarazioni previsionali

Il blog di Jonathan contiene previsioni relative a performance e risultati futuri di Sun, incluse dichiarazioni in merito agli effetti del piano di ristrutturazione e aspettative sul fatturato posticipato. Queste dichiarazioni implicano rischi e incertezze, in quanto i risultati effettivi potrebbero materialmente variare in maniera significativa rispetto a quelli previsti. I fattori che possono contribuire al divario materiale tra risultati effettivi e dette dichiarazioni previsionali comprendono: rischi associati a sviluppo, progettazione, produzione e distribuzione di nuovi prodotti; mancati successi nel campo del progresso tecnologico; pressioni sui prezzi; scarso interesse verso i nuovi prodotti da parte dei clienti; la possibile presenza di errori o difetti nei nuovi prodotti; concorrenza; condizioni di mercato avverse; impossibilità a mantenere dipendenti chiave; cancellazioni o ritardi dei progetti; dipendenza da fornitori singoli; rischi associati alla capacità di acquistare componenti sufficienti a soddisfare la domanda; rischi di magazzino; ritardi nello sviluppo di prodotti e nell'implementazione di nuovi prodotti e tecnologie da parte dei clienti. Consultare inoltre le dichiarazioni presentate periodicamente da Sun alla SEC (Securities and Exchange Commission) come la dichiarazione annuale Form 10-K per l'esercizio conclusosi il 30 giugno 2007 e le dichiarazioni trimestrali Form 10-Q per i trimestri d'esercizio terminati il 30 settembre 2007 e il 30 dicembre 2007. Sun non si assume alcun obbligo e non intende attualmente modificare dette dichiarazioni previsionali.

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lunedì apr 21, 2008

Libertà di scelta

Dato che il 14 aprile si è aperta la conferenza MySQL User Conference, mi sembrava opportuno parlarvi di una recente incontro con un cliente, poiché questo aneddoto riguarda proprio l'acquisizione di MySQL.

Qualche settimana fa, ho incontrato il Chief Information Officer di una grossa azienda commerciale. Con lui c'erano il Chief Technology Officer, il Chief Information Security Officer (o "CISO") e una serie di "luogotententi" provenienti da diversi dipartimenti della loro (importante) organizzazione di sviluppo.

Il team di Sun aveva passato la giornata studiando l'evoluzione dei nostri rapporti ed elaborando una presentazione sulla roadmap di prodotto. Avevo intuito che la giornata era stata proficua, quindi al mio arrivo mi sono semplicemente limitato a ringraziare per la trattativa conclusa, assicurandomi che tutti disponessero dei miei contatti in caso potessi essere d'aiuto in futuro.

Poiché avevamo appena concluso l'acquisizione di MySQL, prima di andarmene ho chiesto: "Non è che vi interesserebbe una veloce panoramica su MySQL, il nuovo prodotto della famiglia Sun?"

Il CIO ha risposto in maniera categorica "noi non utilizziamo MySQL, usiamo [nome nascosto per proteggere il proprietario]." Il CISO ha detto, "Non possiamo certo permettere agli sviluppatori di scaricare software in rete, insomma, è nostro dovere rispettare le normative di sicurezza." Il CTO ha sorriso. Silenzio totale del resto dei partecipanti. Era mia intenzione non insistere oltre. Grazie per la trattativa.

Finché un responsabile delle vendite di Sun è intervenuto in modo assai diplomatico "Beh... veramente.. ho chiesto a un amico di MySQL di controllare e...risulta che avete scaricato MySQL pi