martedì mag 13, 2008

JavaFX: piattaforma per applicazioni RIA (Rich Internet Application)

JavaOne si è conclusa venerdì 9 maggio di fronte a un pubblico composto da esponenti di ogni settore, provenienti da tutto il mondo: elettronica, videogiochi, enterprise IT, spaziale, automobilistico, automazione, universitario (proprio come la rete, Java ha qualcosa da offrire a tutti, ovunque).

L'annuncio dell'anno ha avuto come tema il ruolo assunto da Java nel futuro delle applicazioni RIA. Che cos'è un'applicazione RIA? Dipende dal punto di vista. A mio parere ogni applicazione connessa alla rete, che sia esterna a un browser e che funziona anche quando l'utente è scollegato da Internet è un'applicazione RIA.

D'altra parte, direi che Java è da sempre un'applicazione RIA, prima ancora che il termine fosse diffuso. Le prime applet Java fornivano interattività, ma a fronte diuna complessità di sviluppo e, nella fase iniziale, a spese delle prestazioni. In realtà sarebbero bastati un browser e, in tempi più recenti, Javascript.

Le applicazioni basate su browser oggi hanno superato i limiti relativi a complessità e prestazioni e i content owner cercano di raggiungere livelli di coinvolgimento sempre più sofisticati (con video in HD o soluzioni di interattività avanzate). Gli sviluppatori chiedono una svolta. Il browser è un modello di programmazione facilmente accessibile, ma debole per l'implementazione di applicazioni RIA/disconesse.

Uno dei motivi che contribuisce allo sviluppo di applicazioni RIA è l'evoluzione dei business model; molte aziende che sono impegnate nel settore cercano infatti l'indipendenza da motori di ricerca e browser, le cui impostazioni predefinite (e relative società proprietarie) costituiscono una minaccia competitiva. Si fa sempre più pressante la richiesta di applicazioni installate localmente, in grado di creare un coinvolgimento diretto, intenso e continuo con i consumatori. Nessuno desidera pagare per poter incontrare i propri clienti.

Quando abbiamo deciso di reinventare la piattaforma Java abbiamo registrato una richiesta compatta nella tipologia di requisiti desiderati. E non solo da parte di chi compila i codici, ma anche di personaggi sportivi che cercano un contatto diretto con i loro fan, Media Company che desiderano bypassare le impostazioni predefinite dei browser, artisti, aziende e produttori di dispositivi aziendali. Questo perché tutti cercano un rapporto diretto e originale con i consumatori tramite la rete. Le richieste di questo pubblico combaciano con i requisiti della piattaforma RIA, poiché parlano di una tecnologia che:

  • Raggiunga qualunque utente Internet su desktop, cellulare e nuovi dispositivi.

  • Offrira prestazioni eccellenti e la possibilità di coinvolgere nel processo di progettazione professionisti creativi.

  • Utilizzi le competenze e l'infrastruttura aziendale esistenti.

  • Sia gratuita e open source.

  • Offra ai contetn owner il controllo e la proprietà dei loro dati.

La settimana scorsa, nel corso di JavaOne, abbiamo analizzato tutti questi punti. Ecco il risultato:

Punto uno: gli sviluppatori RIA desiderano raggiungere tutti i consumatori e dispositivi possibili.

Perché? Perché il mercato sta di fronte ai consumatori, indipendentemente dallo schermo che usano. Desktop, telefoni cellulari, strumenti di navigazione satellitare, libri digitali, non fa differenza. Il mercato è su qualunque schermo, non solo quello del PC.

Detto ciò, la popolarità di Java tra gli utenti di PC è cresciuta in pochi anni, come dimostrano i dati: di download da 40 a 50 milioni di nuovi runtime Java mensili scaricati e più di un miliardo di aggiornamenti all'anno. La diffusione della piattaforma Java supera quella di Microsoft Windows. JRE (Java Runtime Environment) di Sun è precaricato su quasi ogni macchina Windows (HP, Dell, Lenovo, ecc.), ma anche su desktop Apple Macintosh, Ubuntu, Fedora, SuSe, Solaris e OpenSolaris. Inoltre, è presente su miliardi di dispositivi wireless e mobili, dai navigatori satellitari per auto ad Amazon Kindle (sapevate che è una piattaforma Java?).

Questo significa che la piattaforma Java raggiunge più persone di qualsiasi altra tecnologia software al mondo.

Punto due: gli sviluppatori RIA desiderano prestazioni, funzionalità e semplicità.

Perché? Perché i proprietari di contenuto e gli sviluppatori di applicazioni desiderano coinvolgere nel processo i consumatori, ma anche artisti e professionisti creativi.

Nel corso degli anni il rapporto di Java con la semplicità non è stato perfetto per questo i nostri team hanno riscritto il modello di applet allo scopo di creare un ambiente runtime Java (la versione beta è disponibile qui) con tempi di caricamento della pagina web velocissimi, con prestazioni eccezionali nonostante la complessità dell'interazione e facilmente accessibile da tutti i consumatori. Anche la lingua di compilazione di Java, lo script JavaFX, è stata semplificata per consentire ai professionisti della creatività di collaborare con gli sviluppatori per realizzare esperienze d'uso inedite, prendendo parte a una catena di creazione (dalla progettazione dell'interazione alla manipolazione dei pixel) che vede l'apporto di designer e artisti digitali.

E siamo lieti di comunicare che abbiamo risolto il problema di installazione nel desktop, con possibilità di estrarre le applet JavaFX dalla pagina web tramite una semplice operazione di drag and drop (per una dimostrazione fate clic sull'immagine sotto). Gli sviluppatori hanno adesso la possibilità di ignorare il browser e di installare le applicazioni sui desktop con una semplice operazione; dopo che l'applicazione è stata rilasciata sul desktop, i content owner avranno una relazione diretta con i consumatori.

Vi sarete forse accorti che stiamo aggiungendo a Java codec audio e video di qualità elevata per ogni piattaforma in uso, colmando un'altra lacuna per gli sviluppatori RIA e supportando contenuto multimediale time-based (fate clic qui per la demo di high performance video).

Punto tre: nel passaggio a RIA le aziende desiderano riutilizzare le competenze e gli asset Java esistenti.

Quasi ogni azienda impiega programmatori competenti in Java, che rimane il linguaggio Internet numero uno, insegnato nel mondo e presente nelle infrastrutture aziendali di tutto il mondo. Con lo spostamento dell'attenzione da parte delle aziende verso un coinvolgimento dei consumatori attraverso le piattaforme RIA, l'utilizzo dei sistemi già esistenti e delle competenze acquisite offrono alla comunità Java la capacità di creare nuove applicazioni a partire da fondamenta preesistenti, piuttosto che cercare di sostituirle.

Questa familiarità consente a team di sviluppatori e aziende di venire a contatto con i clienti, senza disturbare la divisione IT con la richiesta di nuovi requisiti di infrastruttura (gli sviluppatori JavaFX si collegano all'infrastruttura aziendale esistente, piuttosto che richiedere nuovi sistemi per applicazioni RIA).

Punto quattro: gli sviluppatori RIA desiderano piattaforme gratuite e open source.

Perché gratuite? Per non legare le applicazionia royalty, né utilizzare tecnologie che predefiniscono dove i consumatori si potrebbero presentare. Le comunità di sviluppatori non nascono attorno al codice chiuso come accade per le comunità di utenti. In questo caso sono le scelte e l'adozione degli sviluppatori a definire il mercato RIA più ampio possibile. Come tutte le piattaforme Sun, JavaFX sarà open source, disponibile e rilasciato tramite licenza GPL (v2).

E se pensate che la comunità open software si limiti a un gruppo di tatuati col pizzetto vi sbagliate, perché sempre più nazioni emergenti autorizzano l'adozione di software aperto e gratuito nelle loro strutture governative. Perché? Per proteggere la libertà di scelta e creare opportunità “indigene”; non ci sono motivi per creare dipendenze da software proprietario se è possibile evitarlo.

Infine: il vero valore del Web 2.0 sono i dati, non l'applicazione. E si tratta di dati VOSTRI.

Se avete osservato con attenzione il social media space come lo abbiamo fatto noi, avrete senz'altro compreso il valore dell'interazione e degli obiettivi nella costruzione di business in rete. Conoscere il modo in cui gli utenti utilizzano i vostri prodotti, siano essi una squadra di cricket inventata o un'applicazione bancaria, permette di sviluppare modelli aziendali innovativi, servizi di valore superiori, pubblicità maggiormente mirate. Il confronto con i dati permette di prendere decisioni consapevoli, perseguire una creazione di valore efficiente e in definitiva raggiungere un CPA superiore.

Ma molte applicazioni RIA si perdono nel nulla una volta create e implementate. Gli sviluppatori che lasciano il confine del browser perdono l'accesso alle informazioni sull'attività degli utenti o devono affidarsi a provider che si inseriscono nel flusso di dati. E spesso questi provider e gli sviluppatori sono concorrenti.

Tramite il progetto Project Insight, la piattaforma Java verrà impiegata per consentire agli sviluppatori di raccogliere i dati generati dal contenuto RIA. È bene che gli sviluppatori JavaFX si concentrino sui loro modelli, piuttosto che potenziare quelli degli altri.

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Che cos'ha Sun da guadagnare dal successo di JavaFX?

Innanzitutto, per Sun il successo di JavaFX è preferibilerispetto all'adozione di piattaforme altrui (si chiama "valore dell'opzione positiva"); oltre al discorso dell'infrastruttura proprietaria su cui la piattaforma è eseguita (quella delle applicazioni RIA dispone di back-end Internet completi). E nel mondo RIA tutte le opzioni saranno sempre gratuite, quindi non è il prezzo a vincere.

Dal mio punto di vista la piattaforma vincente sarà quella che permetterà agli sviluppatori di essere liberi di seguire mercati, opportunità e clienti scelti da loro, non dai fornitori. E noi di Sun sappiamo esattamente come lasciare libertà agli sviluppatori. Fa parte della nostra costituzione genetica.

Informazioni per gli sviluppatori sono disponibili presso JavaFX.com. E non scordate di dare un'occhiata a NetBeans, che proprio come Java inizia a rivoluzionare il mondo libero...

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