lunedì giu 02, 2008

La crescita nel P7 (e non soltanto nel G7)

Gli standard de facto sono gli unici standard che contano.

Si tratta di un'affermazione forse lapalissiana nel mondo della tecnologia: enti preposti ad emanare normative in materia di standard e i dipartimenti ministeriali possono fare del loro meglio ma, a conti fatti, il vero fattore discriminante per l'adozione degli standard è la forza dei grandi numeri. Quasi sempre l'ubiquità vince sulle normative.

A questo proposito, qualche tempo fa ho fatto parte di un panel impegnato ad analizzare l'impatto della tecnologia sulle economie in più rapido sviluppo (spesso identificate dalla sigla "BRICA", vale a dire Brasile, Russia, India, Cina e Africa).

Uno degli speaker ha sottolineato un interessante cambiamento che interessa il settore dei media tradizionali: le aziende occidentali hanno iniziato a guardare con sempre maggior attenzione i Paesi in via di sviluppo. E il motivo del loro interesse non va ricercato tanto nella crescita del PIL quanto piuttosto nei parametri demografici. Teenager e giovani di poco più di vent'anni sono i maggiori acquirenti di prodotti multimediali al mondo e spendono una parte maggiore del loro reddito rispetto a ogni altra fascia d'età per l'acquisto di musica, film e intrattenimento. Inoltre, la maggior parte delle persone che rientra in questo profilo demografico vive, per definizione, nei centri di popolazione situati non negli Stati Uniti, nel Regno Unito o in Germania, ma nei Paesi dell'area BRICA. Nel complesso, la popolazione di questa regione costituisce quasi la metà di quella del mondo intero. Considerate l'analisi Ovum, tratta dal New York Times e illustrata a destra, da un punto di vista di crescita del business per il settore dei media e tenete presente che, su scala mondiale, il numero di utenti che accede a Internet dal cellulare supera quello degli utenti connessi tramite PC.

L'impatto del cambiamento del potere d'acquisto non interesserà soltanto i media tradizionali. Il settore del software può essere considerato alla stregua di quello dei media e, dal punto di vista tecnico, questi due settori hanno conosciuto una totale convergenza (un file digitale è pur sempre un file digitale, sia che si tratti di OpenSolaris, MySQL, di un nuovo video di Jay Chou o di un servizio sul cricket). L'infrastruttura necessaria per distribuire questi contenuti (server, networking, software per infrastrutture e storage) è concepita in misura sempre maggiore per soddisfare le esigenze dei consumatori: il segmento "business to consumer" (B2C) del mercato IT cresce a un ritmo nettamente superiore rispetto al segmento "business to business" (B2B). Dove sorgerà il maggior mercato per queste infrastrutture di network computing? Per definizione dove si trovano i mercati, ossia in prossimità dei consumatori (oltre la metà dei quali attualmente risiede in centri urbani, aree in cui la copertura dei servizi di reti mobili è adeguata). Se il B2B ha costretto il settore IT a orbitare nei pressi dei centri economici (il G7), il B2C pone l'accento su consumatori e centri di popolazione (il P7?). Si tratta senza dubbio di un mutamento radicale.

Tenendo conto di questo scenario, ho deciso di apportare alcune modifiche rilevanti all'organigramma di Sun, incentrando leadership e risorse in due nuove aree.

Innanzitutto, come molti all'interno di Sun già sanno, ho annunciato l'ingresso nel mio team di Lin Lee, al quale ho affidato l'incarico di gestire i rapporti con governi e ONG in tutto il mondo. Operando da Shanghai, Lin sosterrà la vision di Sun relativa ad un'infrastruttura di rete sostenibile, in grado di abbracciare open source e document format per favorire l'efficienza dei data center. Questa strategia ha già raccolto ampi consensi nelle economie emergenti. Il principale compito di Lin sarà aiutare studenti, università e governi a ridurre le barriere che ostacolano lo sviluppo delle opportunità locali.

Oggi inoltre ho annunciato la nomina di Peter Ryan, che risponderà direttamente a me e si occuperà dell'organizzazione Global Sales and Services di Sun. Peter ha integrato nel suo team una nuova area commerciale, Emerging Markets, affidandone la direzione a un nuovo responsabile, Denis Heraud. L'area Emerging Markets è rappresentata dalle economie in rapido sviluppo (inclusi i Paesi dell'area BRICA) e opererà in condizioni paritarie con Nord America, Europa e Asia. Solo nell'ultimo trimestre il volume d'affari Sun nell'area BRICA ha fatto segnare una crescita a due cifre. L'introduzione di questa nuova area commerciale punta ad accelerare ulteriormente la crescita tramite l'adozione di strategie mirate, l'utilizzo di risorse e il contributo di una solida leadership.

Peter (che soltanto lo scorso weekend mi ha rivelato di aver iniziato la carriera come mainframe systems engineer!) prende il posto di Don Grantham. (Don ha lasciato Sun per aiutare HP a"secure a Solaris license" prima della conclusione dell'acquisizione di EDS...)

Negli ultimi tempi, le economie in rapido sviluppo hanno iniziato a far sentire il proprio peso nello scenario degli standard IT tradizionali, dimostrando la loro risolutezza nell'adozione e nell'implementazione di software gratuito/open source. Non sorprende affatto, quindi, che i Paesi in rapida crescita siano tra i più sensibili ai temi dello sviluppo tecnologico sostenibile: 100 000 000 di nuovi utenti di PC, ciascuno dei quali richiede 200 watt, senza dubbio spianano il cammino al progresso economico e sociale, al costo di nuove centrali a carbone per un totale di ~20 Gigawatt. È proprio per questa ragione che i nostri nuovi desktop SunRay, ciascuno con un consumo energetico di 4 watt, hanno suscitato un notevole interesse nei Paesi in via di sviluppo (così come nei Paesi sviluppati).

 

Inutile nascondersi: stiamo focalizzando la nostra attenzione sulle economie in via di sviluppo perché è proprio lì che il software gratuito, e il business di Sun, sono in più rapida ascesa. Quali sono le aree in cui la distribuzione di OpenOffice è più consistente? Proprio quelle in cui un risparmio di 300 dollari a desktop fa la differenza.

Non c'è da sorprendersi se le economie emergenti nutrono una vera passione nei confronti degli standard aperti: in ultima analisi saranno proprio i cittadini di quei Paesi a divenire arbitri delle più importanti decisioni al mondo.

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