Vorrei soffermarmi su un esempio di giornalismo scientifico a carattere divulgativo.
Ora, a prescindere dal caso dell'azoto, che diventa magicamente a beneficio delle masse un gas letale, il problema sta proprio nel giornalismo scientifico di questo paese. Nella mia esperienza lo classifico in varie fasce:
- di regime. Clerical-liberal-comunista poco cambia (Hack, Zichichi et al.), l'importante è erudire le masse senza scontentare nessuno
- da spiaggia: avremo l'uomo artificiale costruito in casa, scoperto il gene che fa innamorare di persone diverse dalla propria moglie e con vent'anni in meno, ecc.)
- di "riporto": praticato da chi, per colpe non sue, non riesce a trovare spazio nel giornalismo tradizionale e dà fondo purtroppo per tutti alla propria sudata laurea scientifica condendola di conclusioni ad effetto, spargendo un po' di terrorismo in un senso o
nell'altro, dipendentemente dal colore politico del committente. Il caso di cui sopra, assieme ai tormentoni sulla minaccia atomica incombente, rientra in questa casistica
Il risultato è un'inarrestabile salita della curva di distribuzione delle panzane. Il che a volte ha i suoi lati divertenti, essendo subentrato tra la popolazione un certo senso di noia per gli argomenti tradizionali come politica e calcio.
Peace out
