Come riportato da Green Wombat in questa ottima entry (per approfondimenti ulteriori consiglio invece di iniziare a studiarsi l'iniziativa Eco Innovation, che spiega il nostro approccio assess/optimize/virtualize e in che modo possiamo operare), Sun ha recentemente ultimato un innovativo progetto di consolidamento e razionalizzazione del nostro datacenter di Santa Clara (PDF). Impiegando server di nuova concezione e sistemi di raffreddamento allo stato dell'arte, siamo riusciti a dimezzare l'occupazione di spazio CED e tagliare la potenza assorbita del 61% . La riduzione del numero di server parla di 2177->1240 pur essendo la potenza computazionale aumentata del 456%.
Consiglio caldamente di gustarsi il Virtual Tour, veramente divertente ed istruttivo.
Qualche dettaglio in più sulle tecnologie impiegate per il raffreddamento. Il concetto è quello dei "corridoi caldi" (hot aisle), lungo i quali le batterie di server e i rack sono disposti ciascuno mostrando le terga all'altro (non so proprio come descriverla meglio, questa... :-) ). In tal modo l'aria esausta proveniente dal retro di ciascun armadio soffia all'interno di un volume chiuso, nel quale viene poi catturata da scambiatori di calore.
Come osservato sempre da Todd Woody, l'effetto ottico è a metà tra 2001 e un'astronave Borg.
I corridoi caldi richiedono una frazione della potenza richiesta in un datacenter tradizionale, e se la temperatura dei server all'interno di ciascun armadio viene monitorata (come accade a Santa Clara) il sistema è in grado di distribuire il raffreddamento dove c'è bisogno, in misura proporzionale. Per non parlare dell'inquinamento acustico: il sottosistema di raffreddamento viene disattivato laddove non vi sono server operanti.
Se tutto questo permette di eliminare 4100 tonnellate di CO2 all'anno, Sun dal canto suo ha risparmiato 9.3 milioni di $ sulle spese di facility, incassando un incentivo di 1 milione di $ dalla Silicon Valley Power (come se l'ENEL vi facesse uno sconto se sollecitate meno la loro rete di distribuzione).
Peraltro, continuiamo a cavalcare l'idea, considerandola più che valida, aprendo nuovi datacenter "verdi" nel Regno Unito (PDF) e in India (PDF).
Peace out,
R.

